Le Agonalia erano delle antiche festività romane celebrate quattro volte, durante l’anno, in onore di una diversa divinità. Nel nuovo appuntamento della rubrica ClassicaMente, i dies Agonales di Marzo dedicati a Marte; divinità della guerra da cui il mese prende il nome.
Agonalia, dies Agonales di Marzo e celebrazioni in onore della figura di Marte

Le Agonalia di Marzo e i conseguenti dies Agonales dedicati a Marte, erano delle celebrazioni i cui riti si svolgevano quattro volte l’anno in periodi fissi di cui, ogni periodo, era dedicato a una divinità precisa.
- 9 gennaio a Giano;
- 17 marzo a Marte;
- 21 maggio a Veiove;
- 11 dicembre a Sole Indigete (l’antico Dio Apollo).
Dopo aver trattato le Agonalia di Dicembre in onore dell’arcaica figura del Dio Apollo, è la volta dei dies Agonales di Marzo, letteralmente, i giorni in cui si festeggiano le Agonalia dedicati a Marte. L’istituzione delle Agonalia pare risalire a Numa Pompilio, secondo Re di Roma, dopo Romolo. L’indizio che fa trapelare l’importanza di queste celebrazioni come culti arcaici è che i cerimoniali si svolgevano all’interno di un edificio romano nominato Regia, ovvero, la residenza del Re che nella Roma antica deteneva non solo il potere politico ma anche quello religioso.
Marte era fra le divinità più importanti dell’antica mitologia latina; il mese di Marzo poi, che nell’antico calendario romano era il primo mese dell’anno, era proprio dedicato al dio e all’apertura della stagione della guerra di cui Marte era nume tutelare. Questo periodo iniziava il 23 Marzo e si concludeva il 19 Ottobre con la cerimonia dell’Armilustrium in cui si purificavano le armi e si deponevano, in vista della stagione invernale.
Cerimoniali e festeggiamenti
I festeggiamenti delle Agonalia, relativi ai dies Agonales di Marzo, prevedevano il sacrificio di un ariete nero; costante fissa anche nelle altre quattro date. Questi rituali, in cui si sacrificava l’animale dal manto corvino, rimandavano a una chiara simbologia in cui si alludeva alla fertilità. In più durante le Agonalia si celebravano i Ludi in onore della divinità del periodo; quest’ultimi, riguardavano per lo più dispute e gare. Oltre ai vari giochi vi erano delle esibizioni; alcuni artisti si destreggiavano in varie acrobazie sui destrieri mentre erano alla guida di una biga. Molto popolari, in questo caso, erano anche le scommesse sui fantini in seguito alle varie attività ludiche.
Se nell’antica Roma il dio era considerato padre di Romolo, la sua figura era popolare anche presso alcune popolazioni italiche; fra gli Osci e i Sabini, infatti, era noto con l’appellativo di Mamers. L’importanza di Marte e il suo culto risulta avere radici molto arcaiche; in primo luogo, la sua presenza insieme a quella di Giove e Quirino è presente nell’ originaria triade capitolina. In seguito, un’altra attestazione di importanza è data dall’esistenza di un Flamen Martialis; ovvero un sacerdote preposto al culto di una specifica divinità , Marte in questo caso, da cui prendeva il nome celebrando riti e festività a lui dedicate.
Stella Grillo
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