“Migliaia” di corpi e resti di corpi sono stati rinvenuti stamani vicino Damasco da giornalisti della tv panaraba al Jazeera che mostra immagini in diretta della scoperta nei pressi di Qutayfa, a nord-est della capitale. Sono “migliaia” i corpi e i resti rinvenuti  in una fossa comune a Qutayfa, a nord-est di Damasco. Lo ha reso noto Al Jazeera, che ha mostrato in diretta le immagini del ritrovamento  dei sacchi di plastica bianchi numerati contenenti i resti delle  vittime. “Questi corpi vengono probabilmente dalle prigioni politiche del  regime, come quella di Sednaya – ha spiegato il giornalista  dell’emittente panaraba – Questo terreno è grande circa 5mila metri quadrati“.

Non è ancora chiaro infatti come sarà la Siria del dopo-Assad. Ma alle forze protagoniste della fulminante offensiva che nel Paese arabo ha ammainato la bandiera assadista sono presto arrivate le congratulazioni di gruppi islamisti e militanti, a prescindere dalle differenti ideologie, dalle divisioni confessionali. Il Guardian ha evidenziato il sostegno quasi universale per le mosse di Hayat Tahrir al-Sham (Hts), che ha guidato l’offensiva e con una leadership storica composta da sunniti, sembra indicare che la fusione di ideologie nazionali e religiose sarà di ispirazione per altri e il “modello Hts” sarebbe già allo studio.

Intanto il nuovo governo siriano sospende Parlamento e Costituzione per tre mesi. E il premier incaricato Muhammad Bashir ha annunciato che è sua intenzione aumentare gli stipendi dei dipendenti pubblici del 300%. I leader del G7 – in una dichiarazione congiunta sulla Siria – “sottolineano l’importanza che il regime di Assad sia ritenuto responsabile dei suoi crimini”.