Alcol e psicofarmaci: tra falsi miti e scienza

Dopo l’episodio recente che ha coinvolto un noto controverso scrittore italiano ed il crescere di notorieta’ del postulato scorretto secondo cui l’alcol migliora l’efficacia degli psicofarmaci, crediamo sia il caso di fare chiarezza.

Cosa e’ uno psicofarmaco

Innanzitutto chiariamo cosa si intende con il termine “psicofarmaci”: si parla di medicine efficaci nella cura di disturbi psicologici come ansia, depressione, maniacalità e psicosi. Visto il loro grande campo di azione si dividono in varie categorie, tra cui troviamo ansiolitici, antidepressivi, stabilizzatori dell’umore ed antipsicotici.

Cosa non e’ uno psicofarmaco

Negli psicofarmaci non sono comprese quelle sostanze psicotrope, di origine naturale, che hanno effetti sulla psiche (come caffè, valeriana e camomilla) e le sostanze che, pur essendo di origine sintetica, non hanno effetti su ansia, depressione, psicosi e manie, come i barbiturici e le droghe sintetiche. Ricordiamo che gli psicofarmaci vengono prescritti dai medici e/o dallo specialista psichiatra e alcuni di essi richiedono piani terapeutici specifici.

Antidepressivi, uno dei grandi attori nella storia che vede come protagonisti alcol e psicofarmaci (Photo Creditshttps://torange.biz/)

Lo stato dell’arte

I moderni psicofarmaci sono oggi farmaci sicuri e, se assunti sotto controllo medico e seguendo la prescrizione medica, non presentano particolari problemi in termini di effetti collaterali o di dipendenza. Il loro meccanismo d’azione, spiegato a grandi linee, è quello di interferire o bloccare la trasmissione nervosa, come nel caso degli ansiolitici, o aumentare la disponibilità di un ormone, la serotonina, come nel caso degli antidepressivi, o inibire la produzione di un altro ormone, la dopamina, come nel caso degli antipsicotici.

Alcol e psicofarmaci: l’interazione

Ma cosa succede quanto assumiamo insieme alcol e psicofarmaci? Come ben spiega la Federazione Nazionale dell’Ordine dei Medici, l’ansia e la depressione sono condizioni che predispongono al consumo di alcol, dal momento che l’etanolo può essere utilizzato come “soluzione” per sedare la sofferenza. Purtroppo l’alcol potenzia gli effetti collaterali di questi farmaci anche in caso di una assunzione moderata di alcolici e anche se l’alcol è assunto a distanza di alcune ore dalla somministrazione di psicofarmaci.

Il consumo di bevande alcoliche e’ fortemente sconsigliato in concomitanza dell’uso di psicofarmaci (Photo Credits: pixabyte.com)

Gli effetti di questa interazione sono presto detti: nel nostro caso specifico l’alcol aumenta gli effetti sedativi di questi farmaci, causando un  ridotto livello di vigilanza, una riduzione dei riflessi, la compromissione delle capacità di giudizio e alterazioni dell’umore più o meno gravi (per questo ne è sconsigliata l’assunzione prima di mettersi alla guida).

I bevitori abituali, inoltre, smaltiscono più rapidamente i farmaci a livello del fegato, rischiando il sovradosaggio degli stessi: non a caso, nella storia, i cocktail di alcol e farmaci, accidentali o volontari, sono stati responsabili della morte di vari personaggi famosi.

Stefano Pellone

Bibliografia

  • P. Adamo; S. Benzoni. Psychofarmers. Isbn Edizioni. Milano 2005.
  • C. Bellantuono; M. Balestrieri. Gli psicofarmaci: farmacologia e terapia, Il Pensiero Scientifico Editore, Roma 2003.
  • Dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Torino (a cura del). Prontuario dei farmaci per il Sistema Nervoso Centrale. Ed. Pharma Solvay. Torino 2004.
  • S. Caccia; T. Cottatellucci; R. Samanin; B. Saraceno (a cura di). Tavole degli psicofarmaci. 2a ed. Ciba-Geigy Edizioni, 1989. ISBN 88-7645-070-X. vvvv

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