«Ce l’hanno ammazzato. Ma noi l’abbiamo promesso: non ci fermeremo finché non avremo giustizia». Non ha intenzione di fermarsi Sabrina Bosser, la mamma di Alex Marangon, il giovane di Marcon (Venezia) scomparso la notte del 30 giugno scorso a Vidor (Treviso), dal luogo in cui era in corso un ritrovo di un gruppo sciamanico e ritrovato senza vita due giorni dopo sul greto del fiume Piave, qualche chilometro più a valle.

È passato un mese dalla sua morte, ma la verità sembra ancora lontana. La procura indaga per omicidio, ma le ipotesi sono ancora tutte sul tavolo: malore, suicidio, omidicio. «Adesso lo scopo che avremo nella nostra vita è scoprire la verità. Ci resta solo questo. Non c’è un indagato. Non è stato sequestrato praticamente niente. I curanderos sono stati intervistati dai giornalisti, prima che dagli investigatori», spiega al quotidiano La Stampa.

«Non si è suicidato: è stato ammazzato», le parole di Sabrina Bosser

La mamma di Alex esclude categoricamente la pista del suicidio: «Alex era pieno di progetti, a partire da un viaggio in Europa con Juliet, una sua amica neozelandese. Nel diario, in cui annotava i suoi pensieri, il 29 giugno scriveva: «Mamma, papà, Giada e Juliet mi aspettano». Le sembra la frase di uno che si vuole suicidare?».

Ed è propio la pista dell’omicidio quella a cui Bosser crede maggiormente: «Noi pensiamo che Alex abbia subito oppure abbia assistito a una violenza. E si sia rifiutato di partecipare, si sia ribellato. E qualcun altro ha reagito, ammazzandolo di botte, magari per paura che parlasse».

Alex non era nuovo a raduni del genere, aveva già partecipato a due. «Quest’ultimo, però, era “speciale” – spiega Bosser – pubblicizzato solo su Telegram e con una quota di partecipazione di 230 euro per un giorno e 400 per due. Giustificavano così la “purga” che avrebbero preso: così la chiamano loro». E un dubbio atroce si insinua in lei: «Abbiamo anche scoperto che esistono dei riti sciamanici che avvengono proprio il 30 giugno e il 30 dicembre, con il loro apice alle 3 di notte: un sacrificio. Alex è stato ucciso alle 3 di notte del 30 giugno».