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Alexia compie gli anni: una vita nella dance

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Alexia compie gli anni. Il suo nome riporta la memoria ai magici anni novanta, quando la dance era l’incontrastato genere in cima a tutte classifiche. Alexia è stata la regina dell’europop e tutt’ora i suoi pezzi vengono passati in discoteca nelle serate revival.

Alexia: Da summer is crazy alla vittoria del festival di Sanremo nel 2003

Alexia inizia la sua carriera nel lontano 1989, collaborando come corista nei brani del rapper Ice Mc, con cui sigla nel 1994 il primo successo dal titolo Think about the way, brano contenuto nella colonna sonora del film Trainspotting. Si fa notare per la sua bravura e in breve tempo diventa cantante di numerosi gruppi eurodance. La collaborazione con Ice Mc si rivela felice e i due collezionano altri successi che portano l’artista ligure in tournée per tutta Europa.

Il successo internazionale arriva però con Summer is crazy, brano con cui raggiunge la vetta in numerosi paesi del vecchio continente. Esce sempre in quel periodo Summer one, anch’esso divenuto una hit. A fine anni 90 vengono pubblicati Uh la la la, Gimme love e Happy, quest’ultimo grande successo che sugella la chiusura di un decennio d’oro per lei.

Il nuovo millennio si apre con Ti amo ti amo, ma è solo nel 2002 che avviene la svolta artistica. L’ormai esperta cantante decide di cantare solo in italiano. Il primo singolo di questa nuova veste artistica è Dimmi come

Seguiranno momenti di alti e bassi, con uno stop nel 2006 per via della sua maternità, per poi riprendere la sua carriera senza più fermarsi. Alexia ha infatti scritto e interpretato quattordici album e partecipato a ben nove Festivalbar e quattro festival di Sanremo , vincendo quello del 2003 con il brano Per dire di no. Ha collaborato, oltre che con Ice Mc, fra gli altri con Gianni Morandi, Renato Zero e Angelo Branduardi. Più recentemente con Achille Lauro e Capoplaza.

Una carriera pregna, nonostante un periodo di crisi a metà anni duemila, di soddisfazioni. La speranza è quindi che questi anni venti siano per lei di buon auspicio tanto quanto lo sono stati per tutti noi i novanta.

Andrea Pastore

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