Alitalia: sciopero dei dipendenti indetto per il 13 dicembre

I dipendenti Alitalia hanno indetto uno sciopero di 24 ore per manifestare la preoccupazione riguardo lo stop delle trattative tra Atlantia e la compagnia aerea. Secondo le ultime informazioni, la società di cui sono azionisti i Benetton vuole sfilarsi dalle trattative ed abbandonare in consorzio di gestione della compagnia aerea.

I dipendenti Alitalia hanno indetto uno sciopero di 24 ore nella giornata di venerdì 13 dicembre per manifestare la propria preoccupazione circa lo stato delle trattative tra la compagnia aerea e Atlantia, la società di cui la famiglia Benetton è azionista.

Lo sciopero, il secondo dopo quello del 9 ottobre, è stato indetto congiuntamente da tutte le sigle sindacali: Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl Trasporto aereo.

La preoccupazione dei dipendenti di Alitalia è stata rafforzata dalla nota di Atlantia, datata 15 ottobre, nella quale la società evidenziava la mancanza di evoluzioni sulla procedura di salvataggio della compagnia aerea:

Allo stato non si sono ancora realizzate le condizioni necessarie per l’adesione della società al Consorzio finalizzato alla presentazione di un’eventuale offerta vincolante su Alitalia. […] resta in ogni caso ferma la disponibilità a proseguire il confronto per l’individuazione del partner industriale e per la definizione di un business plan condiviso, solido e di lungo periodo per il rilancio di Alitalia.

Il ritiro di Atlantia dalle trattative

Le preoccupazioni dei dipendenti si sono rivelate più che fondate; proprio in queste ore Atlantia ha deciso di ritirare la partecipazione al consorzio di Alitalia, al quale avrebbe dovuto partecipare Ferrovie dello Stato, Delta Airlines e il Mef.

Atlantia cerca di temporeggiare, ma questa sarebbe l’ottava proroga; lo spettro della liquidazione della compagnia, quindi, si fa sempre più concreto, e i commissari pare siano intenzionati a fermare le macchine.

Il consorzio Alitalia

Stando alle intenzioni precedenti alla fuoriuscita dal consorzio, Atlantia e FS avrebbero dovuto sottoscrivere circa il 35% della Newco con un capitale di 800 milioni, 12,5% Delta e il resto il Mef, ma l’accordo non si era ancora concretizzato perchè si attendeva un possibile intervento di Lufthansa, che però ha risposto negativamente all’ipotesi di investire in Alitalia:

Il cda di Atlantia

Pare sia stato proprio il rifiuto di Lufthansa a decretare la fuoriuscita di Atlantia dal consorzio; sul punto è intervenuto Carsten Spohr, Ceo della compagnia aerea tedesca:

Non siamo interessati a investire nell’attuale Alitalia ma siamo interessati a una partnership commerciale.

Proprio per questo motivo, ieri sera il cda del gruppo dei Benetton ha dichiarato di prendere atto “della mancanza di significative evoluzioni”, decretando che “non si sono realizzate le condizioni necessarie per l’adesione di Atlantia al consorzio per presentare un’offerta vincolante su Alitalia”, ovverosia la partecipazione di un ulteriore socio industriale.

Atlantia è dell’opinione che il piano industriale attuale non offre garanzie di rilancio della compagnia, ma – si legge nel comunicato – :

Resta disponibile a proseguire il confronto per l’individuazione del partner industriale e per definire un business plan condiviso, solido e di lungo periodo.

La possibilità che Atlantia si sfilasse dalla trattativa era già ventilata nei mesi scorsi; in una lettera al Mise, datata 2 ottobre, Atlantia chiedeva una proroga per finalizzare la proposta. Nella missiva, il presidente Fabio Cerchiai aveva fatto riferimento al:

permanere di una situazione di incertezze riguardo Autostrade e ancor più l’avvio di un procedimento di caducazione di cui si legge sui giornali, non consentirebbe alla scrivente società di impegnarsi in un’operazione onerosa, di complessa gestione ed elevato rischio come testimoniato dai due precedenti piani di ristrutturazioni falliti.