Calcio

Allenatori Serie A: guida ai condottieri delle panchine

La Serie A si prepara a ripartire. In questo weekend verranno disputati i recuperi della 25a giornata: questa sera Torino-Parma e Atalanta-Sassuolo, domani Hellas Verona-Cagliari e Inter-Sampdoria. Poi, da lunedì prenderà il via il programma delle restanti giornate. Ma dove eravamo rimasti? Dopo aver analizzato la classifica prima dello stop per il Covid-19, ecco la panoramica sui venti allenatori della Serie A.

I venti allenatori della Serie A: come ripartiranno

Questa sera ripartirà il campionato, e gli allenatori delle venti squadre di Serie A si apprestano a riprendere il loro posto in panchina. Ecco la situazione, squadra per squadra: c’è chi è in carica da molti anni, chi da inizio stagione, chi è subentrato in corsa e anche chi, per lo stop, non ha avuto modo di esordire.

Panchina Allenatori Serie A
La panchina dello Stadio Olimpico di Roma – LaPresse

Maurizio Sarri e l’importanza della gavetta

In un mondo ormai monopolizzato da ex calciatori, Maurizio Sarri rappresenta l’eccezione. Nato a Napoli, ma con uno spiccato accento toscano, Sarri, prima di iniziare la sua carriera da allenatore, lavorava in banca. Arrivato alla ribalta del grande calcio con l’Empoli, con il Napoli ha sfiorato uno scudetto e con il Chelsea ha vinto l’Europa League: infine, il suo approdo alla Juventus. Al primo anno sulla panchina del club più titolato d’Italia, Sarri perde le prime due finali della stagione: la Supercoppa Italiana contro la Lazio, e quella recentissima di Coppa Italia contro il Napoli. Alla ripresa del campionato la sua Juventus dovrà difendersi dagli attacchi di una Lazio sorprendente, distante una sola lunghezza. Sarri e la Juventus, in attesa di riprendere il cammino in Champions League ad Agosto, non vogliono farsi scappare quello che sarebbe il nono scudetto consecutivo per i bianconeri.

Juventus-Milan, Sarri: "Primi trenta minuti soddisfacenti"
Maurizio Sarri – Getty Images

Simone Inzaghi, quando la continuità paga

Forse è l’allenatore che ha ricevuto più complimenti e attestati di stima negli ultimi anni. Simone Inzaghi, dopo la proficua esperienza nelle giovanili della Lazio, nel 2016 ha fatto il grande salto, prendendo per mano la prima squadra biancoceleste. Prima dello stop del campionato, la Lazio, a suon di grandi risultati e ottime prestazioni (e anche grazie ad un Ciro Immobile straordinario, capocannoniere indiscusso del torneo fin qui), si era presa di diritto il ruolo di prima antagonista della Juventus. Gran parte del merito è del tecnico piacentino, che è anche il più longevo su una panchina di Serie A. Nessuno è in carica da più tempo di lui. Con lui la Lazio ha già messo in bacheca una Coppa Italia e due Supercoppe Italiane: mai come quest’anno però i tifosi, dopo vent’anni e con la squadra ad una sola lunghezza dalla Juventus capolista, sognano il titolo di Campione d’Italia.

Inzaghi allenatore Lazio © Getty
Simone Inzaghi – Getty Images

Antonio Conte e l’ossessione per la vittoria

Il tecnico più pagato tra gli allenatori della Serie A, e probabilmente anche quello più esigente, nei confronti dei suoi calciatori e della sua società. Da quest’anno Antonio Conte ha preso il comando dell’Inter; tra i venti tecnici, è anche il più titolato degli allenatori della Serie A. I nerazzurri ripartiranno dalla terza posizione, a -9 dalla Juventus ma con la partita da recuperare contro la Sampdoria. Conte sicuramente non vuole dare nulla per scontato, e tenterà fino alla fine di recuperare terreno su Lazio e sulla Vecchia Signora. Il tecnico salentino ha vissuto forse i suoi anni migliori, sia da giocatore che da allenatore, con i bianconeri. È stato l’artefice del ritorno della Juventus ad alti livelli, vincendo tre scudetti consecutivi e due Supercoppe Italiane. Poi, l’esperienza con la Nazionale, terminata ai rigori nei quarti di finale contro la Germania a Euro 2016, prima dell’avventura all’estero al Chelsea. Sulla panchina degli inglesi vince al primo anno la Premier League, e si congeda con l’FA Cup. Nei suoi primi anni da tecnico, Conte ha allenato Arezzo, Bari (con cui ottiene la promozione in A), Atalanta e Siena.

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Antonio Conte – Getty Images

Gian Piero Gasperini, colui che ha cambiato la storia dell’Atalanta

Ci sono degli allenatori che, in una particolare città e in un particolare contesto, danno il meglio di sé. Gian Piero Gasperini può essere considerato come l’allenatore perfetto per l’Atalanta: non a caso, nel mese di Novembre, è diventato cittadino onorario di Bergamo. E riconoscimento migliore non poteva esserci per l’artefice della trasformazione dell’Atalanta da squadra di media-bassa classifica a squadra in grado di competere ai massimi livelli in Italia e in Europa. La sua Atalanta, prima dello stop per il Covid-19, aveva incantato l’Europa con due prestazione sontuose contro il Valencia negli ottavi di Champions League. In campionato, la Dea era saldamente al quarto posto, a +3 dalla Roma quinta e con una partita in meno rispetto ai giallorossi. Un percorso iniziato quattro anni fa, e che ora sta dando i suoi frutti più belli. In precedenza, Gasperini ha allenato il Crotone, il Genoa (la sua migliore esperienza dopo quella attuale), la breve parentesi all’Inter e il Palermo.

Gasperini Atalanta
Gian Piero Gasperini – Getty Images

Paulo Fonseca, l’arte di lavorare in un contesto difficile

Da alcuni anni in casa Roma non si respira una buona aria: la maggior parte delle scelte della società di James Pallotta non hanno fatto contenti i tifosi, inferociti per sessioni di calciomercato con cessioni eccellenti e una gestione societaria non chiara. In questo contesto si sono alternati moltissimi allenatori. Da quest’estate al timone della squadra giallorossa c’è il portoghese Paulo Fonseca che, dopo un inizio così così, ha dimostrato di essere un ottimo allenatore e con delle idee propositive. La sua Roma, prima della pausa invernale, sembrava aver trovato la propria identità. Poi, tra Gennaio e Febbraio, un vistoso calo di rendimento che ha portato i giallorossi fuori dalla zona Champions. Fonseca, dopo le prime panchine in patria con Porto, Braga e Paços de Ferreira, prima della Roma ha allenato lo Shakhtar Donetsk. I capitolini ripartiranno dal quinto posto in classifica, e tenteranno l’assalto alla zona Champions League, occupata dall’Atalanta.

Fonseca: "Buona partita, Pau Lopez decisivo con le sue parate ...
Paulo Fonseca – Getty Images

Gennaro Gattuso si è preso Napoli

Fresco di vittoria della Coppa Italia contro la Juventus, Gennaro Gattuso si sta prendendo, giorno dopo giorno, Napoli e il Napoli. Ha sostituito sulla panchina dei partenopei Carlo Ancelotti a dicembre. Con lui il Napoli ha ritrovato serenità e trame di gioco molto interessanti. La carriera da allenatore di Gattuso inizia dalla squadra svizzera del Sion, prosegue con Palermo, Ofi Creta, Pisa e Milan. Tutte esperienze con mille difficoltà, spesso non dovute a Ringhio, soprattutto nelle avventure in Grecia e nella città toscana, entrambe condizionate da situazioni societarie molto difficili. Ora, con l’approdo sotto l’ombra del Vesuvio, Gattuso può dimostrare a tutti il suo valore. La sua squadra tornerà in campo partendo dal sesto posto in classifica, ma con la certezza di disputare la prossima Europa League avendo portato a casa la Coppa Italia.

Allenatori Serie A: guida ai condottieri delle panchine
Gennaro Gattuso – Getty Images

Stefano Pioli e un Milan in costruzione

Subentrato all’8a giornata di campionato al posto dell’esonerato Marco Giampaolo, Pioli avrà il compito non facile di far scalare la classifica al suo Milan, attualmente al settimo posto con 36 punti. Negli ultimi anni il tecnico emiliano ha avuto la possibilità di allenare ottime squadre: Prima il biennio alla Lazio, nel quale i biancocelesti persero il preliminare di Champions League contro il Bayer Leverkusen. Poi, la breve esperienza all’Inter, iniziata molto bene ma terminata con l’esonero. Infine, i quasi due anni alla Fiorentina, conclusi con le dimissioni. Ora, queste partite di campionato serviranno a Pioli anche per conquistarsi una riconferma sulla panchina dei rossoneri anche il prossimo anno.

Milan
Stefano Pioli – Getty Images

Ivan Jurić, la versa sorpresa del campionato

Croato, classe 1975, Ivan Jurić da giocatore ha vestito le maglie soprattutto di Genoa e Crotone. Anche da allenatore, queste due società sono state al centro della carriera di Jurić. Con i pitagorici, il tecnico croato conquista nel 2016 la prima storica promozione in Serie A. L’anno successivo, però, si accasa al Genoa. Sotto la lanterna Jurić verrà chiamato per ben tre volte, e tutte le volte esonerato. In estate arriva la possibilità con l’Hellas Verona, squadra appena promossa in Serie A. La stagione degli scaligeri è esaltante: con l’attuale ottavo posto a quota 35 punti, sognare l’Europa non è utopia.

Verona, Juric parla dopo la vittoria con il Genoa
Ivan Jurić – Getty Images

Roberto D’Aversa e il Parma, un feeling perfetto

Dopo aver ottenuto ben due promozioni, dalla Serie C alla Serie A, Roberto D’Aversa, con il Parma, sta disputando un altro ottimo campionato anche nella massima serie. Un nono posto, con 35 punti in classifica, che fa dormire sogni tranquilli a una squadra che, seppur con una grande storia alle spalle, è tornata da poco nel calcio che conta. Da allenatore, prima degli emiliani, tra il 2014 e il 2016 D’Aversa aveva guidato la Virtus Lanciano in Serie B. Ora, il tecnico nato in Germania è considerato uno dei maggiori prospetti tra gli allenatori delle Serie A.

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Roberto D’Aversa – Getty Images

Siniša Mihajlović, il guerriero

Un guerriero, in campo, in panchina e nella vita: le squadre di Siniša Mihajlović rispecchiano appieno il proprio allenatore. Il suo Bologna, prima dello stop, aveva raccolto 36 punti, nonostante le mille difficoltà iniziali dovute allo stato di salute di Siniša. Squadra, società e città sono unite per lo stesso obiettivo. Per Mihajlović Bologna è stata anche la sua prima esperienza da primo allenatore, nel 2008: poi il serbo ha guidato Catania, Fiorentina, Sampdoria, Milan, Torino e la breve parentesi allo Sporting Lisbona. Nel mezzo, è stato anche il commissario tecnico della Nazionale serba.

Mihajlovic Bologna (Credit: LaPresse)
Siniša Mihajlović – LaPresse

Roberto De Zerbi e l’arte del gioco offensivo

Roberto De Zerbi è il più giovane tra gli allenatori della Serie A: quest’anno il suo Sassuolo ha messo in mostra un gioco offensivo molto interessante, anche grazie a giocatori formidabili come Boga, Berardi e Caputo. I neroverdi ripartiranno dall’undicesimo posto in classifica e con tanta voglia di continuare a divertirsi. De Zerbi, da allenatore, esplode al Foggia: con i pugliesi il tecnico bresciano sfiora in due occasioni la promozione in Serie B. Poi, la chiamata di Zamparini al Palermo, in Serie A: l’esperienza, forse troppo affrettata, si conclude con l’esonero. Nella stagione successiva, sempre nella massima serie, sostituisce Baroni sulla panchina del Benevento ma non riesce ad evitare la retrocessione dei campani. In estate la chiamata del Sassuolo, con la sua consacrazione in Serie A.

Allenatori Serie A: guida ai condottieri delle panchine
Roberto De Zerbi – Getty Images

Walter Zenga è pronto per l’esordio con il Cagliari

Lo stop per il Covid-19 non ha permesso a Walter Zenga di esordire sulla panchina del Cagliari. Il tecnico milanese ha ereditato la panchina da Rolando Maran, esonerato dopo la sconfitta casalinga contro la Roma e più in generale dopo mesi molto negativi. Dopo una lunga esperienza all’estero, l’ex portiere della Nazionale e, tra le altre, dell’Inter, in Italia ha allenato nella sua prima esperienza Catania e Palermo, poi Sampdoria, Crotone e Venezia. Attualmente, come detto, è l’unico tra gli allenatori della Serie A che deve ancora presenziare in panchina in questo campionato: lo farà domani sera, sul campo dell’Hellas Verona.

Walter Zenga è il nuovo allenatore del Venezia: adesso è ufficiale
Walter Zenga – Getty Images

Giuseppe Iachini, a Firenze per lo step successivo

La Fiorentina, dopo l’esonero di Vincenzo Montella, ha deciso di puntare su Giuseppe Iachini. Il tecnico marchigiano, in carica dall’inizio del 2020, ha ottenuto risultati altalenanti. La viola, con 30 punti in classifica, occupa il tredicesimo posto. Un piazzamento deludente per tifosi e società, risultato però di una prima parte di stagione molto al di sotto delle aspettative. In carriera Iachini è stato artefice delle promozioni di Chievo (2008), Brescia (2010), Sampdoria (2012) e Palermo (2014, con record di punti annesso) dalla Serie B alla Serie A. Nel capoluogo siciliano Iachini rimase per quasi 3 anni, diventando l’allenatore più “duraturo” sotto la gestione Zamparini. Poi le esperienze sulle panchine di Udinese, Sassuolo ed Empoli prima dell’arrivo a Firenze. Nel capoluogo toscano Iachini, forse per la prima volta in carriera, sta avendo la possibilità di allenare una squadra che, potenzialmente, può competere per posizioni europee.

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Giuseppe Iachini – Getty Images

Luca Gotti, da “traghettatore” al posto fisso

Subentrato in corsa al posto di Igor Tudor, del quale era il vice, Luca Gotti, dopo risultati incoraggianti, è rimasto saldo sulla panchina dell’Udinese. I friulani, con 28 punti, si trovano al quattordicesimo posto in classifica: la zona retrocessione è comunque molto vicina, quindi l’attenzione in casa bianconera, alla ripresa, sarà massima. Insieme a Di Biagio, è stato l’altro esordiente tra gli allenatori della Serie A. In precedenza, come primo allenatore, Gotti, tra il 2008 e il 2009, era stato alla guida di Treviso e Triestina in Serie B. Poi, nella sua carriera è sempre stato al fianco di altri allenatori, compreso nell’esperienza di Sarri al Chelsea in qualità di collaboratore tecnico.

Luca Gotti: "L'Udinese mi conferma? No, resto come vice"; Thiago ...
Luca Gotti – Getty Images

Moreno Longo e la grande occasione al Torino

Nato a Torino nel 1976, nel mese di Febbraio Moreno Longo ha preso il posto di Walter Mazzarri sulla panchina della squadra della sua città. In passato, Longo si era fatto notare sulla panchina della Pro Vercelli, in Serie B, e su quella del Frosinone. Con i ciociari Longo ottenne la promozione in Serie A nel 2018, e ha collezionato anche le prime presenze da allenatore in massima serie. Dopo l’esonero dalla squadra laziale prima di Natale, un periodo di inattività, al termine del quale è arrivata la chiamata del Torino. I granata fin qui hanno deluso: i 27 punti totalizzati fino allo stop del campionato valgono solo il quindicesimo posto in classifica, molto al di sotto delle aspettative di inizio stagione.

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Moreno Longo – Getty Images

Claudio Ranieri, un signore in panchina

Da un anno a questa parte la Serie A ha riaccolto Claudio Ranieri, venuto alla ribalta mondiale dopo l’impresa con il Leicester nel 2016. L’anno scorso, la breve parentesi alla sua Roma, conclusa con il quinto posto, e con l’addio a fine stagione. In questa stagione, all’8a giornata di campionato, sostituisce Eusebio Di Francesco sulla panchina della Sampdoria, firmando un contratto biennale, e diventando il più “anziano” tra gli allenatori della Serie A. I blucerchiati, a quota 26 e appena sopra la zona retrocessione, non stanno vivendo una stagione semplice, e l’incubo della Serie B non è così lontano. Starà al tecnico di Testaccio far uscire la squadra da questa situazione.

Sampdoria, Ranieri - Photo credit: Getty Images
Claudio Ranieri – Getty Images

Davide Nicola e un Genoa da salvare

Il nome di Davide Nicola è legato indissolubilmente a quello del Crotone, con il quale l’allenatore piemontese ha raggiunto una storia salvezza in Serie A. Quest’anno è subentrato, alla 18a giornata, sulla panchina del Genoa a Thiago Motta, che a sua volta aveva ereditato il posto da Aurelio Andreazzoli. Una stagione travagliata quella dei Grifoni, attualmente al quartultimo posto in classifica, con gli stessi punti del Lecce terzultimo. Nicola dovrà ottenere una salvezza che non è scontata. Precedenti esperienze a Lumezzane, Livorno (con cui raggiunge la Serie A), Bari e Udinese.

Genoa, Nicola: "Meritavamo di pareggiare, c'è voglia di migliorare ...
Davide Nicola – Getty Images

Fabio Liverani, dalla C alla A con il suo Lecce

Fare il “doppio salto” dalla Serie C alla Serie A in due anni non è cosa da tutti. Fabio Liverani, con il suo Lecce, ci è riuscito. Dopo le esperienze con Genoa, Leyton Orient e Ternana, nella città salentina Liverani è riuscito a trasmettere il proprio credo di gioco alla sua squadra. Ex centrocampista dotato di una grande tecnica, ora l’obiettivo primario è quello di condurre il suo Lecce alla salvezza. I salentini occupano il terzultimo posto con 25 punti, gli stessi del Genoa.

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Fabio Liverani – Getty Images

Luigi Di Biagio, un’esperienza diversa alla SPAL

Ex giocatore, tra le altre, di Roma e Inter, e con 31 presenze in Nazionale, nella sua carriera da allenatore Luigi Di Biagio, prima della Spal, non aveva mai allenato una squadra di club. Dopo aver iniziato con le giovanili di una squadra della provincia di Roma e della Cisco Roma, nel 2011 Di Biagio diventa selezionatore dell’Italia Under-20 e, due anni dopo, viene nominato tecnico della Nazionale Under-21. Il tecnico romano trascorre sei anni sulla panchina degli Azzurrini: gli Europei 2017 di categoria, l’Italia Under-21 chiude al terzo posto. Prima dell’arrivo di Roberto Mancini, Di Biagio ha guidato anche la Nazionale maggiore in due occasioni, nelle amichevoli contro Argentina e Inghilterra. A Febbraio, la chiamata della Spal al posto di Leonardo Semplici, e diventa uno dei due esordiente degli attuali allenatori della Serie A La squadra di Ferrara ripartirà dalla penultima posizione in classifica con 18 punti.

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Luigi Di Biagio – Getty Images

Diego Lopez, un miracolo per salvare il Brescia

Uruguayano, classe 1974, Diego Lopez è legato all’Italia soprattutto per la sua esperienza da giocatore nel Cagliari. Sempre con la squadra sarda ha avuto la prima opportunità da allenatore. Poi, le esperienze, terminate con l’esonero, prima a Bologna in Serie B, poi al Palermo. In seguito, torna per la prima volta in patria da allenatore sulla panchina del Penarol, squadra con cui vince un campionato uruguayano. A Febbraio di quest’anno ritrova Cellino a Brescia, sostituendo l’esonerato Eugenio Corini. La squadra lombarda si trova all’ultimo posto della Serie A con 16 punti, a 9 lunghezze dal quartultimo posto occupato dal Genoa.

Diego Lopez – Emilio Andreoli/Getty Images

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