Cultura

Anaïs Nin, tra letteratura erotica e psicoanalisi

Considerata una delle più controverse scrittrici del Novecento, Anaïs Nin è spiccata nel panorama culturale per il fascino, il cosmopolitismo e la formazione oriental-mitteleuropea, tra Europa e Stati Uniti. Trascorse l’infanzia in Europa e poi, dopo l’abbandono del padre, si trasferì con la madre e i fratelli prima a Barcellona e poi a New York, dove conobbe l’ambiente americano. Anaïs Nin si può considerare la prima grande scrittrice di letteratura erotica e una delle prime donne ad approcciarsi alla psicoanalisi. Diario di Anaïs Nin è il nome attribuito al corpus narrativo-letterario dei diari tenuti dalla scrittrice statunitense a partire dal 1931 fino alla sua morte, e raggruppati sulla base di specifiche scansioni temporali. È considerato una delle opere più importanti della scrittrice.

La letteratura erotica di Anaïs Nin

La letteratura erotica di Nin riflette la sua sessualità libera. Annoiata dalla piega borghese che prese il matrimonio con suo marito Hugh Parker Guiler, non si tirò indietro dal vivere relazioni extraconiugali. Sì innamorò perdutamente dello scrittore Henry Miller e poi a Parigi si invaghì di June, la moglie di Miller. Successivamente intrecciò una relazione con Otto Rank, suo psicoanalista e nel volume III del Diario (1939-1944) raccontò la propria infatuazione per la pittrice Bridget Bate Tichenor. Infine sarà addirittura bigama, vivendo un po’ a New York col marito Hugo, e un po’ in California con Rupert Pole, conosciuto in un ascensore a New York.

Negli anni quaranta, un collezionista di libri diede 100 dollari al mese a Miller per scrivere racconti sul sesso. Miller decise di rendere partecipe la moglie, al punto che divenne ben presto una scrittrice erotica molto apprezzata. La sua più famosa opera erotica è Il delta di Venere, un tripudio di sensualità ed anche irriverenza. Il libro è composto da 15 racconti erotici nei quali la scrittrice si occupa di svariate tematiche tabù per l’epoca. Non mancano descrizioni di voyeurismo, violenza sessuale, incesto, omosessualità, infedeltà coniugale e pedofilia. Per quanto variegati tra loro, il collante dei racconti è il punto di vista femminile entro cui tutti sono incentrati.

La psicoanalisi

Anaïs fu anche una grande esploratrice dell’animo umano e per qualche tempo praticò la professione di psicoanalista. Iniziò a Parigi, dove cercava di ritrovare se stessa. Ben presto andò in analisi da René Allendy e da Otto Rank, allievo di Sigmund Freud. Tuttavia, la carriera da psicoanalista l’annoiò quasi subito, così che ben presto tornò alla “sua” verità grazie alla letteratura. Interessanti sono i suoi studi sull’ LSD, droga che l’autrice sperimenta negli anni Cinquanta. In un saggio in The diary of Anais Nin, Anaïs descriveva il modo in cui la sostanza poteva positivamente agire sulla creatività e sul proprio subsconscio. 

Scrive Nin sulla psicoanalisi:

La psicoanalisi mi ha salvata perché ha permesso la nascita del mio vero io, religioso. Non posso diventare una santa. Ma sono pienissima e ricchissima e ho molto di cui scrivere. Mi accontenterò di un po’ di pace e di qualche preciso ricordo. Non posso insediarmi definitivamente nella vita umana. Non mi basta. Devo ascendere a regioni più vertiginose. La psicoanalisi mi ha salvata dalla morte. Mi ha permesso di vivere e, se abbandono la vita, sarà solo per mio volere, in quanto non contiene l’assoluto. Ma quanto amo ancora il relativo, la banalità e il calore di un fuoco, e una bella raccolta di orecchini, ed Haydn ascoltato con il fonografo, e le risate con Eduardo, e le battute su Mae West, e il nuovo completo di lana nera con enormi maniche e scollatura sensuale dalla gola ai seni, e il braccialetto e la collana di pietre azzurre, incastonati di stelle, e la nuova biancheria, e la nuova vestaglia di velluto nero e il cassetto pieno di copie di Tropico del Cancro con la mia prefazione, e l’ultima lettera di Rank, e il telefono che squilla tutto il giorno, addio addio addio…

Francesca Orazi

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