Macime Prévot, ministro degli Esteri del Belgio, ha annunciato che il Paese riconoscerà lo Stato di Palestina nel corso della prossima riunione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, prevista a New York tra il 9 e il 23 settembre. In quell’occasione, anche altre nazioni prenderanno una posizione in merito al conflitto nella Striscia di Gaza, riconoscendo ufficialmente lo Stato palestinese. Regno Unito, Francia, Portogallo e Canada l’avevano annunciato già a luglio, sperando di favorire un cessate il fuoco da parte di Israele, ma senza avere successo.
L’attuale governo di Netanyahu è contrario alla soluzione dei due Stati e, soprattutto ultimamente, ha messo in atto varie manovre per renderla sempre più impraticabile. Tra le altre cose, di recente ha approvato la costruzione di ventidue nuove colonie in Cisgiordania, insediamenti in territorio palestinese ritenuti illegali dalla comunità internazionale.
Centoquarantasette Paesi riconoscono già lo Stato di Palestina, ma tra questi non c’è l’Italia
Attualmente, sono centoquarantasette (su centonovantatré) i membri dell’ONU che riconoscono la Palestina. Quasi tutti appartengono all’Asia, all’Africa, all’Est Europa e all’America Latina. Buona parte dei Paesi occidentali che aderiscono a questa linea di pensiero, come la Spagna, hanno preso la decisione negli ultimi due anni.
L’Italia non si è ancora schierata apertamente con la Palestina, ma ha un ufficio consolare a Gerusalemme che «cura le relazioni che il governo italiano intrattiene con le autorità palestinesi». Per quanto riguarda il riconoscimento, la premier Giorgia Meloni ha dichiarato che «i tempi non sono maturi» per muoversi in questa direzione.
Federica Checchia





