Un nuovo caso di femminicidio, l’ennesimo dall’inizio dell’anno, scuote il nostro Paese. L’ultima vittima di quella che è, a tutti gli effetti, un’emergenza sociale, è una donna originaria del Brasile, uccisa a coltellate dal compagno all’interno della propria abitazione a Castelnuovo del Garda, in provincia di Verona. Stando alle prime ricostruzioni l’assassino, anche lui di origini brasiliane, sarebbe già stato arrestato dai carabinieri.
A dare l’allarme sono stati alcuni amici che, preoccupati per non aver ottenuto risposta a messaggi e chiamate, hanno chiamato le forze dell’ordine. Gli investigatori del Ris stanno procedendo con gli accertamenti; il medico legale dovrà stabilire la data e l’ora del decesso.
Femminicidio a Castelnuovo del Garda: la vittima aveva ritirato le denunce, probabilmente per paura
In base alle prime informazioni raccolte, la donna si era rivolta in diverse occasioni ai carabinieri per sporgere denuncia per i maltrattamenti subiti, salvo poi ritirarle ogni volta. A causa del clima familiare particolarmente violento, le era stato tolto l’affidamento della figlia avuta da una precedente relazione, su richiesta del padre della bambina. Circa un anno e mezzo fa, si sarebbe trasferita nell’appartamento acquistato in precedenza dall’ex compagno.
La legge italiana dà la possibilità a una persona di ritirare la denuncia per maltrattamenti o violenza domestica solo in alcuni casi; tuttavia, quando il reato è considerato “procedibile d’ufficio”, come per i maltrattamenti in famiglia, il procedimento può proseguire anche senza il consenso della persona offesa. Molte donne, però, scelgono di non procedere per timore di ritorsioni o pressione psicologica; alcune di loro, inoltre, dipendono economicamente dai propri compagni. Proprio per questo, le vittime di violenza restano ingabbiate in situazioni pericolose dalle quali fanno fatica a fuggire. A volte, fortunatamente, ci riescono; altre, come purtroppo in questo caso, no.
Federica Checchia





