Niente libertà condizionale per Chico Forti: il Tribunale di sorveglianza di Verona ha respinto l’istanza. Uno dei legali di Forti, l’avvocato Carlo Dalla Vedova, ha già affermato che valuteranno il ricorso in Cassazionecontro il provvedimento. Il 66enne trentino si trova attualmente in carcere a Verona, dopo l’estradizione dagli Stati Uniti. Negli USA era stato condannato all’ergastolo per l’omicidio dell’imprenditore australiano Dale Pike.
Nessuna libertà condizionale per Chico Forti

Lo zio del detenuto, Gianni Forti, è molto deluso dalla sentenza. “Dopo 27 anni di carcere, ci speravamo”. Questo il suo commento alla decisione del Tribunale di Verona. Secondo lo zio, “ha avuto una condotta irreprensibile. Secondo la legge italiana avrebbe diritto alla libertà condizionale”. Infatti, la libertà condizionale si potrebbe attuare quando il detenuto ha superato i 26 anni in carcere, che sarebbero il minimo previsto dalla legge per chi è stato condannato all’ergastolo.
Però, come riportato da ANSA, secondo il Tribunale Forti manca di due requisiti: il ravvedimento e il risarcimento del danno. Infatti, Forti si è sempre professato innocente, ma soprattutto non ha mai ammesso responsabilità per la morte di Dale Pike (trovato senza vita il 15 febbraio 1998 su una spiaggia di Miami). Inoltre, sul risarcimento, non esiste una parte civile: il padre della vittima, Anthony Pike, è morto da anni. Il fratello Bradley, invece, ha addirittura espresso pubblicamente sostegno al 66enne trentino.
Marianna Soru





