Anna Frank è l’ottavo appuntamento con la nostra rubrica di narrativa StoryLine. Con l’avvicinarsi del suo compleanno, abbiano deciso di dedicare il nostro racconto a questo simbolo dell’Olocausto e al suo famoso diario che proprio in questo giorno le fu regalato.
Anna Frank, l’inizio
“Ad Anna Frank non piaccio, non piaccio “, pensava ripetutamente dopo averla incontrata per caso nell’azienda del padre. Eppure Anna lo aveva colpito per la sua voglia di vivere in quel tempo dove la vita per quelli come loro stava perdendo il suo significato. Faceva progetti per il futuro dove sognava di diventare come i personaggi di Cissy van Marxveldt. Quella che lui considerava solo una stramba scrittrice per ragazzine che si montano la testa. “È già tanto se sopravviveremo”, avrebbe voluto dirgli ma quegli occhi accesi, pensava, non meritavano affatto di essere spenti. D’altronde anche a lui piaceva sognare. Per questo si ritrovava nella favolose Indie occidentali con la sua piantagione e le sue ricchezze così come aveva visto in qualche film americano al cinema prima dell’arrivo dei tedeschi. Già proprio quelli che lo spingevano a rintanarsi oltre Oceano. lì dove pensava che le uniche stelle gialle fossero quelle del cielo. Eppure Anna aveva cambiato tutto facendo crescere, come un fiore in quell’arido deserto in cui l’odio nazista aveva ridotto la sua vita, un inaspettato amore.

Il regalo di compleanno
Era la fine della primavera del 1942, e nella sua famiglia c’era un gran vociare sul fatto che avrebbero dovuto ben presto nascondersi. Era terrorizzato alla sola idea di rinchiudersi in un buco come un topo e cercava di non pensarci, di far finta che non fosse vero. Si allontanava dalla realtà nascondendosi sulle coperte e concentrandosi su Anna. Si era ricordato che il padre in questo periodo si era dato un gran da fare per cercarle un regalo per il suo tredicesimo compleanno che sarebbe stato tra una settimana. Gli sembrava che ad Anna Frank fosse apparso un po’strano a causa della sua quasi innaturale timidezza. Per questo aveva deciso di cercare di farle cambiare idea con un incredibile e stupefacente regalo di compleanno. Inizialmente aveva pensato di regalarle uno di quei bellissimi dischi americani che aveva ascoltato prima della guerra immaginandosela a ballare per tutta la casa Swing. Le sue fantasie lo avevano portato anche a pensare di portare uno dei quei presunti frutti seducenti sudamericani di cui gli aveva parlato qualche vecchio mercante al porto di Amsterdam. Poi le ristrettezze della realtà lo avevano fatto ripiegare su qualcosa di più ragionevole senza però riuscire a trovare una soluzione che lo soddisfacesse.

Un diario per una scrittrice
Sembrava che i suoi sogni di gloria affondassero con la presunta nave carica di frutti esotici che sarebbe dovuto arrivare a salvarlo. Poi si ricordò di tutte quelle storie che gli aveva raccontato Anna nel loro breve incontro di cui avrebbe voluto che la vita gli concedesse di vivere un seguito. Pensò che forse le sarebbe piaciuto essere come la strana van Marxvedlt e magari conquistare le ragazzine della città con dei nuovi personaggi inventati da lei. Così decise di optare per un regalo che con cui Anna potesse atteggiarsi ad essere una vera scrittrice, con cui avrebbe potuto raccogliere i suoi pensieri che sarebbero stati letti da centinaia di persone. Pensò di regalarle una macchina da scrivere ma anche quella gli sembrava quasi impossibile da trovare. Poi si ricordò di avere un quaderno a quadretti con la copertina rossa inutilizzato. Optò per quello pensando di scrivere una dedica simbolica che svelasse il significato di quell’apparente semplice regalo. In seguito, preso dalla sua solita timidezza e dalla paura che Anna potesse non apprezzare conoscendo la provenienza di quel dono, decise di consegnarlo direttamente al padre di lei il giorno prima del suo compleanno. Otto Frank gli disse, strizzandogli complicemente l’occhio, “Peter van Pels and Anna piacerà sicuramente”. Peter negò immediatamente che fosse il suo. “È un regalo da parte di tutta la famiglia, non è niente di eccezionale”, rispose mentendo spudoratamente. Stava pensando per la prima volta al futuro oltre quell’orrore che stava segnando la sua vita. Aveva immaginato per un istante Anna mentre da grande lo ringraziava finalmente per quel regalo. Aveva visto unirsi con un lungo bacio due vite che all’orizzonte sembravano sempre più spezzarsi.





