Dopo quasi cinque anni di indagini, l’FBI ha arrestato in Virginia un uomo sospettato di aver collocato due bombe artigianali nei pressi delle sedi del Partito Democratico e di quello Repubblicano a Washington. In quei giorni, entrambi gli uffici erano fortunatamente vuoti. Era infatti un periodo di pausa legislativa dopo le elezioni vinte da Joe Biden.
Le forze dell’ordine avevano scoperto gli ordigni il 6 gennaio del 2021, mentre la città era assediata dai sostenitori di Donald Trump, che si erano introdotti con la forza a Capitol Hill per protestare contro i risultati delle presidenziali del 2020. Gli scontri tra facinorosi e agenti, e l’invasione del palazzo Governo degli Stati Uniti avevano fatto passare in secondo piano questa vicenda.
Bombe a Washington: le teorie complottistiche e le foto del ricercato
Nei primi mesi, l’estrema destra aveva diffuso a riguardo teorie complottistiche, sostenendo che le indagini fossero in stallo per motivi politici. Anche Dan Bongino, ora nominato vicedirettore dell’FBI dall’amministrazione Trump, all’epoca aveva sostenuto questa ipotesi.
Non si hanno ulteriori dettagli riguardo all’uomo fermato, ma in questi anni, i siti dell’FBI e della polizia avevano pubblicato decine di foto e video della persona in questione, inclusi alcuni ingrandimenti dello zaino che portava in spalla e del modello di scarpe che indossava, un paio di Nike Air Max Speed Turf.
Federica Checchia





