Cultura

Al via l’ArteKino Festival: il cinema europeo on line gratuito

È cominciato domenica e si concluderà il 31 dicembre l’ArteKino Festival. Anche quest’anno il cinema europeo di qualità usufruibile gratuitamente e on line

Sin dalla sua creazione, ARTE ha sempre sostenuto una base culturale di valori Europei comuni ponendo immaginazione e collettività al cuore del suo progetto. […] Una vera politica culturale non può, infatti, limitarsi agli “addetti ai lavori”, ha senso soltanto se aperta a tutti, specialmente a chi non ha accesso alla cultura o a chi potrebbe sentirsi lontano da essa. Ecco perchè, ARTE desidera andare incontro al suo pubblico, sulle reti digitali

La Fondazione ArteKino, con il supporto di Creative Europe-MEDIA, anche quest’anno si dimostra fedele al suo proposito di condividere il cinema europeo indipendente (ahimè troppo trascurato) con quante più persone possibile. Il festival, arrivato alla sua quarta edizione, così viene presentato sul sito artekinofestival:

cominciata la quarta edizione dell’ArteKino Festival – Photo Credit: wustoo.com

Una spinta all’innovatività e alla condivisione, quindi, quella che guida i promotori del festival.

Disponibili sono 10 film europei, disponibili gratuitamente in 10 lingue diverse in 45 Paesi europei. Tutti atti a mostrare un’Europa aperta alle diversità che la abitano, facendo della propria diversità una ricchezza che, sicuramente, fa bene al cinema e all’arte tutta.

La locandina della prima edizione del festival – Photo Credit: arte.tv

CONOSCIAMO ARTE

ARTE (acronimo di Association Relative à la Télévision EuropéenneAssociazione Relativa alla Televisione Europea) è un’emittente televisiva franco-tedesca di servizio pubblico nata nel 1992. ARTE è diffusa via satellite ed è associata ad altri canali pubblici europei. In Italia Arte è associata alla RAI.

Dal 2018 ARTE diventa disponibile in Italia e in italiano, con annessi i sottotitoli in 6 lingue.

Il Festival vede in dicembre il momento cruciale, ma si dispiega su tutto l’anno con la proposta di un film per ogni mese da gennaio a novembre.

QUALI SONO I PREMI

Due sono i premi previsti: il Premio del pubblico europeo: assegnato sulla base del punteggio che ognuno di noi, dopo aver visto il film, può assegnare al film, in una scala che va da 1 a 5, e che prevede l’assegnazione di un premio in denaro (20.000 euro) destinato al film vincitore.

Il Premio del pubblico giovane, invece, di valore monetario minore rispetto al precedente (10.000 euro), viene attribuito da una giuria composta da giovani che hanno tra i 18 e i 25 anni di età.

Un’immagine da “Normal” di Adele Tulli – Photo Credit: filmaffair.it

I CANDIDATI DEL FESTIVAL

Tra i candidati del festival (Miroslav Terzic, Simona Kostova, Svetla Tsotsorkova, Louise Narboni, Ulaa Salim, Marleen Jonkman, Martin Lund, Antonio Pinhao Botelho) anche due giovani italiani, reduci di premi internazionali e diventati ormai argomento di discussione nelle serate tra amatori e cinefili: Adele Tulli con il suo “Normal”, e Agostino Ferrente con “Selfie”, entrambi acclamati da critica e pubblico, entrambi del genere del documentario, genere forte del nuovo cinema italiano.

Basti ricordare i successi ottenuti, negli ultimi anni, da registi come Andrea Segre, promotore anche di una nuovissima Prima Scuola Nazionale di Video Partecipativo e Cinema Documentario a Verona, nonché della già famosa associazione ZaLAb, con sede a Roma, e da Gianfranco Rosi, del quale “Fuocoammare” è anche arrivato ad essere candidato agli Oscar 2017 come Miglior Documentario.

“FUOCOAMMARE” di Gianfranco Rosi. Scena soccorso – Video Credit: 01Distribution

CHI SONO I PROTAGONISTI ITALIANI

Ho cercato di riflettere su ciò che è invisibile, totalmente normalizzato e quotidiano. Non volevo dare delle risposte, ma porre degli interrogativi

Con queste parole si apre l’intervista ad Adele Tulli fatta da cinematografo.it, in cui la regista spiega la nascita e l’idea che sta dietro il documentario “Normal”, incentrato sulla narrazione della rappresentazioni delle dinamiche di genere che accompagnano la società fin dall’infanzia, fin dalla categorizzazione dei giochi da bambini in “giochi da femmina” e “giochi da maschio”.

Il progetto si ispira al celebre e bellissimo “Comizi d’amore” di Pier Paolo Pasolini, e nasce all’interno di un progetto di dottorato del 2015, anno cruciale per il famoso “gender” in Italia e in Europa, in cinema teorico/pratico condotto proprio dalla regista a Londra.

Selfie”, del più maturo Agostino Ferrente, basa la sua narrazione sull’autoriflessione, concettuale e immaginifica, di due adolescenti napoletani, in particolare del quartiere Traiano, il famoso quartiere che vide l’uccisione, nel 2014, del giovanissimo Davide Bifolco da parte di un carabiniere. L’innovazione del metodo di rappresentazione e della presa di parola diretta da parte dei protagonisti, ha affascinato gli spettatori europei che ancora acclamano e ripropongono il documentario.

Adv
Pulsante per tornare all'inizio