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Maggio 13, 2021, giovedì

AstraZeneca, ok al vaccino anche per gli over 65

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AstraZeneca ok al vaccino anche per gli over 65. Il vaccino AstraZeneca potrà essere somministrato anche alle persone con più di 65 anni, quindi a tutte le generazioni, purché maggiorenni.

La prossima circolare

La conferma viene direttamente dal ministro della Salute, Roberto Speranza, che ha evidenziato come vi siano «nuove evidenze scientifiche che dimostrano come questo vaccino possa essere utilizzato su tutte le fasce generazionali». Il Consiglio Superiore di Sanità ha dato il via libera e, nelle prossime ore, è attesa una specifica circolare del Ministero della Salute. È una notizia che “ci aiuta e ci permetterà di avere un pieno utilizzo e di procedere in maniera più spedita anche per vaccinare le persone più fragili”, ha detto il ministro Speranza intervenuto a Raitre. “A oggi abbiamo oltre 5 milioni di vaccinati, il prossimo trimestre sarà decisivo. Durante il primo trimestre abbiamo pagato una limitazione delle forniture. Dal 1 aprile ci aspettiamo arrivo di oltre 50 milioni di dosi, e puntiamo a raggiungere almeno la metà della nostra popolazione”, ha concluso il ministro.

AstraZeneca, ok al vaccino. Via libera da Oms

Inizialmente autorizzato in Italia solo per over 55, in via preferenziale, il vaccino di AstraZeneca via via ha «guadagnato» l’accesso alle altre categorie. o ha raccomandato agli over 65 in un documento, che ha precisato che il vaccino può essere usato anche nei Paesi in cui sono presenti varianti del virus. Per il direttore delle emergenze dell’Oms, Mike Ryan, in questo momento è vitale utilizzare gli strumenti a disposizione per salvare vite: “La funzione primaria dei vaccini in questa fase è ridurre i ricoveri in ospedale e le vittime. E in questo senso stanno funzionando”. Tutti i vaccini in uso in Europa e Usa, infatti, hanno mostrato sul campo una protezione contro ricoveri gravi e morte del cento per cento e AstraZeneca non fa eccezione. La sua limitazione era piuttosto dovuta alla scarsità dei dati a disposizione per le fasce di età più alte, piuttosto che ai risultati specifici.

Le parole del presidente del consiglio superiore di Sanità Franco Locatelli

Già qualche settimana fa le parole del presidente del consiglio superiore di Sanità Franco Locatelli erano estremamente chiare: “Le evidenze che abbiamo disponibili sono che somministrando la seconda dose a 12 settimana dalla prima, l’efficacia del vaccino AstraZeneca è nell’ordine dell’82% per tutte le for me di Covid-19 indipendentemente dallo loro gravità. Per le forme più gravi questa copertura è invece significativamente superiore. La posizione della Commissione tecnico scientifica dell’Agenzia italiana del farmaco, in linea con il Consiglio superiore di sanità Css, è che la somministrazione del vaccino AstraZeneca ai soggetti tra 18 e 55 anni era solo legata alla consistenza numerica dei dati relativi al numero de soggetti vaccinati. Dai 55 ai 65 la casistica è più limitata ma non c’è alcuna controindicazione o ragione per non considerare anche in questa fascia di età la somministrazione del vaccino di AstraZeneca. Ciò va fermamente ribadito”.

AstraZeneca, ok al vaccino. Lo studio scozzese

Importanti conferme arrivano dalla Scozia: i ricercatori hanno confrontato i risultati di coloro che avevano ricevuto la prima dose con quelli che non lo avevano fatto. Lo studio ha mostra che, entro la quarta settimana dopo aver ricevuto la dose iniziale, i vaccini Pfizer e AstraZeneca hanno ridotto il rischio di ospedalizzazione da Covid-19 fino all’85% e al 94% rispettivamente. Tra quelli di età pari o superiore a 80 anni, uno dei gruppi a più alto rischio, la vaccinazione è stata associata a una riduzione dell’81% di ospedalizzazione nella quarta settimana.

L’accelerazione attesa della campagna vaccinale

Messi insieme tutti i dati, i Paesi e gli enti regolatori si sono orientati verso la «liberalizzazione» del vaccino di AstraZeneca a tutte le generazioni. In Italia si era deciso di riservarlo al personale scolastico e di pubblica utilità e agli under 65. Fino alla circolare attesa nelle prossime ore. Distanziare le dosi di 12 settimane e poter somministrare agli anziani i tre vaccini disponibili (Pfizer, Moderna e AstraZeneca), dovrebbe dare una svolta alla campagna vaccinale che ha avuto un rallentamento soprattutto dovuto alle consegne da parte delle case farmaceutiche. AstraZeneca ha promesso in tutto 40 milioni di dosi entro il 2021, ma le prime consegne hanno già subito ridimensionamenti. In quest’ottica è arrivata la decisione del Capo del Governo di bloccare le esportazioni di lotti di vaccino verso l’Australia.

Occorre fare in fretta

In Italia i contagi stanno aumentando e la prevalenza di varianti più contagiose, soprattutto quella inglese, costringe a una corsa contro il tempo per proteggere chi ne ha più bisogno.

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Stefano Vori

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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