Cultura

Il bizzarro Autunno di Giuseppe Arcimboldo

Arcimboldo, pittore e intellettuale, è celebre soprattutto per le famose “teste composte” di frutti e fiori, che rappresentano in modo bizzarro l’Autunno e tutte le stagioni.

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Arcimboldo Autunno – credits foto da web

Giuseppe Arcimboldo

L‘artista si forma a Milano nella bottega del padre, nell’ambito dei seguaci di Leonardo da Vinci. Intellettuale, umanista e letterato, diventa a metà del Cinquecento esponente di quella corrente artistica, scientifica e filosofica, lontana dall’aurea classica. Lontata quindi dallo stile classicheggiante dominante nella Roma dell’epoca.

Nel 1562 parte per Vienna presso la corte degli Asburgo. Nel periodo in cui Roma si consacra al manierismo, lui rompe gli schemi estetici delle perfette proporzioni del rinascimento, e si dedicherà a bizzarrie di altro tipo.

Arcimboldo Le Stagioni - Louvre
Arcimboldo Le Stagioni – Louvre foto da wikipedia

Proprio grazie alle sue bizzarre e fantasiose composizioni oggi è ricordato come uno dei protagonisti della cultura internazionale del suo tempo. Soprattutto è stato rivalutato come artista dopo li primo conflitto mondiale, come precursore dai Surrealisti e dalla corrente DADA.

L’autunno

Nella primavera soprattutto la descrizione botanica è prefettamente aderente a descrizioni botaniche scientifiche , come nella tradizione leonardesca milanese. I fiori sono tutti specie locali, prese dalla osservazione diretta.

Arcimboldo - Autunno Dettaglio
Arcimboldo – Autunno Dettaglio credits wikipedia

Questi soggetti avranno un tale successo che lui li replicherà più volte tutta la vita e finiranno nelle più importanti collezioni d’Europa.

L’Autunno è rappresentato come un uomo che  guarda verso sinistra. Il collo e formato da due pere e da alcuni ortaggi che spuntano da una botte. Il volto è formato da pere e mele e il mento è una melagrana. L’orecchio è un fungo che regge un orecchino pendente a forma di fico. Le labbra e la bocca sono formate dal riccio della castagna. La capigliatura è composta esclusivamente da uve e viti, alla cui sommità si trova una zucca come cappello.

La prima a essere composta fu l’Estate, dove si possono osservare frutti noti e meno noti. Meno noti infatti erano i frutti appena arrivati dall’America, come la pannocchia di grano turco, e la melanzana dal vicino oriente.

Nelle sue composizioni si intravede qualcosa di molto moderno. Arcimboldo con il suo stile satirico e graffiante raggiunge la nostra attenzione,  la cattura  con una verve da caricatura pop. Quasi un precursore dei dada o dei surrealisti e quindi eternamente moderno. Uno stile frizzante e diretto, ma con una particolare attenzione al dettaglio. Inoltre anche la preziosa patina di antichità soddisfa il gusto moderno. Ma oltre la satira c’è la resa scientifica, presa dalle illustrazioni botaniche che si andavano diffondendo a fine ‘500.

Frutta di Stagione

L’Autunno di Arcimboldo mostra nel ritratto mele e pere, l’uva e la zucca.  Quasi una lezione sui frutti di stagione, che noi uomini moderni tendiamo a dimenticare. Ora che tutto è sempre disponibile in tutte le stagioni, tendiamo a nutrirci sempre delle stesse cose.

A volte dimentichiamo che il pilastro della salute e quindi della buona alimentazione è la varierà.  Il mangiar variato e secondo stagione, segreto già scoperto dai più antichi saggi, da Ippocrate a Plinio. Inoltre la freschezza delle materie prime ci aiuta a stare lontani dalle sostanze nocive impiegate per far crescere i prodotti fuori stagione.

Allora guardando l’Autunno di Arcimboldo ricordiamoci che i prodotti di stagione aiutano noi e il pianeta a vivere meglio. E chissa se la sua arte può aiutarci a ricordare questa buona regola.

di M.Cristina Cadolini

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