Cultura

Il Ballo Excelsior: un balletto per il progresso

Rappresentato per la prima volta l’11 Gennaio 1881 al Teatro Alla Scala di Milano, il Ballo Excelsior è un balletto italiano, nato dalla penna di Luigi Manzotti e musicato da Romualdo Marenco. Oggi, per la rubrica a passi di danza, lo celebriamo, per diffondere la conoscenza di uno spettacolo poco famoso, ma che meriterebbe un maggior apprezzamento.

Il balletto è diviso in 8 quadri, con ambientazioni storiche differenti, ma con la stessa finalità: celebrare il progresso italiano e le invenzioni del periodo, come la pila, inventata da Alessandro Volta, uno dei personaggi del balletto. Ma i veri protagonisti sono la civiltà, il cui scopo è quello di liberare l’uomo, e lo schiavo, l’uomo schiavo dell’oscurantismo tipico del romanticismo. L’ultimo quadro, infatti, si conclude con il lungo passo a due tra la civiltà e lo schiavo.

Ballo Excelsior, web generico
Ballo Excelsior, quadro finale, Teatro Alla Scala, Milano. Web generico

Il Ballo Excelsior

A partire dal periodo dell’inquisizione spagnola, comincia il viaggio della civiltà nella storia, con lo scopo di salvare l’uomo dall’oscurantismo, dalle iniquità e dalle tenebre che l’hanno accompagnato durante tutte le epoche. Infatti, durante il balletto aumenterà il livello e l’importanza delle invenzioni tecnologiche, tra cui il battello a valore, il telegrafo, fino alla comparsa della luce, unica brezza di salvezza. La civiltà riuscirà a liberare l’uomo dalla schiavitù delle tenebre dell’ignoranza, in un pas de deux lungo ed estremamente virtuosistico. I due esecutori più visti e famosi sono di certo Roberto Bolle e Nicoletta Manni, come possiamo vedere nella foto.

Excelsior
Roberto Bolle e Nicoletta Manni, Ballo Excelsior, passo a due dello schiavo con la civiltà. Pompei; ph credits: Luciano Romano

Il Ballo Excelsior, il positivismo ed oggi

Il Ballo Excelsior rientra perfettamente nel contesto in cui nasce: il positivismo, che nella forma italiana diventa verismo. Infatti, il balletto, oltre a celebrare il progresso delle scienze, più nello specifico, la forza del sapere sceintifico rispetto agli altri saperi spesso ritenuti mistici e superflui, è ambientato in epoche storiche realmente esistite, con la personificazione di elementi quali la luce e la civiltà.

Ma è vero che il progresso va celebrato? Giovanni Verga, autore verista, non era d’accordo, ed oggi noi ci poniamo la stessa domanda, quando forse sarebbe meglio attaccarsi all’ideale dell’ostrica verghiano, per cui rimanere attaccato allo scoglio dei propri valori può salvarci dall’essere travolti dalla fiumana del progresso, ormai incontrollabile.

Per chiunque volesse vedere il balletto, qui il link ad una rappresentazione del Teatro Alla Scala con Roberto Bolle.

Ballo Excelsior, Teatro Alla Scala. Con Roberto Bolle.

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