Barbie di Greta Gerwig è alla sua seconda settimana e continua a far parlare di se. Stavolta perché il web si è accorto di alcuni easter egg che la Gerwig ha lasciato in giro per il suo film. Certo, se avete visto il film solo una volta, potrebbe essere difficile che vi siate accorti di questo riferimento. Se invece l’avete visto più volte, come noi…
Barbie e i suoi easter egg: stavolta c’entrano le Bratz

Durante la settimana, l’utente di TikTok Ivan Mars ha condiviso un video su un simpatico easter egg di Bratz. Le bambole Bratz di MGA Entertainment erano diventate famose nel 2001 e sono riuscite a superare le Barbie tre anni dopo. In effetti, nel corso degli anni ci sono state battaglie legali tra MGA Entertainment e Mattel a causa delle bambole. A quanto pare, Barbie rende omaggio alla rivale plasmando il personaggio di Ariana Greenblatt e i suoi amici come le Bratz originali.
Quando Barbie (Margot Robbie) va a cercare Sasha (Greenblatt) nella sua scuola, Sasha è seduta con altre tre amiche. I loro nomi? Yasmin, Chloe e Jade. Effettivamente questo quartetto non solo condivide gli stessi nomi delle bambole Bratz originali, ma le somigliano anche. “Quindi è un riferimento ai nemici della storia di Barbie?”. chiede Mars nel suo video. Secondo voi, invece?
Greta Gerwig racconta tutti i lati di Barbie
La regista Greta Gerwig in un’intervista a ComicBook parla dell’importanza di raccontare i lati positivi e negativi di Barbie: “Penso che sia solo che, entrando in questa sorta di spinosità e di complicazioni, e non nascondendo nulla di spiacevole, abbiamo voluto creare la storia da quelle che sembravano cose che non si potevano dire”, ha detto la Gerwig a ComicBook.com. “Volevamo dirlo e vedere dove ci avrebbe portato. Credo che questo sia stato il cuore del film. E poi, come si fa a catturare la gioia e l’eccitazione di essere una bambina che guarda quelle cose e le adora, i capelli, i brillantini e tutte le altre cose? E poi, da donna adulta, si può dire: “Ora vedo le cose in modo diverso” e si riesce a rendere onore a entrambe le cose. Questo è stato un po’ il trucco del film.”
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