Bartolomeo Cristofori fu un cembalaro, organaro e liutaio (ossia progettista di strumenti ad arco, a corda e a pizzico) italiano. Nato il 4 Maggio 1655 e morto il 27 Gennaio 1732, fu uno dei più noti realizzatori di clavicembali della sua epoca, in particolare è ricordato per aver inventato il fortepiano, il padre del pianoforte.
Bartolomeo Cristofori, l’uomo che diede i natali al piano: biografia
Bartolomeo nacque a Padova dall’incontro tra Francesco e Laura, suoi genitori. Della sua infanzia non si sa quasi nulla. Certa invece è la sua fama come cembalaro. Molti, infatti, furono i personaggi da cui fu lodato e chiamato, primo fra tutti Ferdinando de’ Medici, figlio di Cosimo III, Graduca di Toscana, uomo dall’amore per la musica (era un esperto clavicembalista) e per gli strumenti musicali. Ferdinando fu il suo mecenate poiché gli offrì un vero e proprio posto d’onore a Firenze. Bartolomeo iniziò dunque a lavorare per i Medici, costruendo numerosi strumenti per la famiglia e brevettandone di nuovi.
Ferdinando, nello specifico, richiese a Bartolomeo la costruzione di uno strumento che non pizzicasse le corde ma le percuotesse. Dopo le numerose sperimentazioni ecco che nacque il fortepiano, la nuova invenzione di Cristofori (anni Venti del Settecento) destinata a cambiare la storia della musica. Questo nuovo strumento, infatti, è un cordofono a percussione ed è il principale precursore del pianoforte moderno. Sfortunatamente Ferdinando morì nel primo decennio del Settecento ( anno 1711) e non potè essere testimone della realizzazione della sua richiesta.

Tra gli allievi più importanti che ha avuto si ricordano Giovanni Ferrini, famoso per aver lavorato presso la corte di Spagna, e Domenico Del Mela, costruttore del fortepiano verticale. Beethoven diceva che dove le parole non arrivano la musica parla. Bartolomeo ha dato modo con il suo strumento a generazioni di uomini di parlare attraverso l’arte della musica, e ancora oggi il pianoforte continua ad essere mezzo di divulgazione di meraviglia. D’altronde l’essere umano è nato per questo, per meravigliarsi e meravigliare ogni giorno.
Giusy Celeste





