Sotto i riflettori della prestigiosa cornice del Festival del Teatro Patologico, lo spettacolo teatrale Biancocuore di Claudio Pomponi è stato accolto tra gli applausi e lo stupore del pubblico.
Una favola psichedelica che racconta la libertà: la libertà di pensiero di un pazzo in un manicomio, la libertà di creare una storia e metterla in scena apparentemente senza regole drammaturgiche, la libertà di essere se stessi indossando maschere che mettano a nudo ciò che siamo veramente.

Siamo al Teatro Patologico, una realtà unica e necessaria creata da Dario D’Ambrosi, è in corso il ventisettesimo Festival teatrale del Patologico in cui nove diverse compagnie gareggiano per il “Premio Rita Sala”, compongono la giuria dei ragazzi d’eccezione: gli attori speciali del primo Corso Universitario al mondo di “Teatro Integrato dell’Emozione” che con i loro spettacoli girano tutto il mondo. In questa speciale cornice debutta “Biancocuore“, opera prima di Claudio Pomponi e prima produzione teatrale di Nuvole Rapide Produzioni.
Uno spettacolo nuovo e sovversivo che ridefinisce il concetto di teatro elevandolo a viaggio astrale, enigma psicologico, opera d’arte. La sensazione superficiale è quella di assistere a un’installazione artistica, riuscire a decifrare e cogliere tutto quello che è accaduto in scena diventa parte dello spettacolo, lo spettatore assume quindi un ruolo attivo risolvendo il rebus. Interessantissimi a livello psicologico e antropologico i pareri del pubblico ad uscita sala: ognuno reagisce per quello che è veramente e si ritrova inconsapevolmente nudo davanti a se stesso, come il protagonista in scena.

Se proprio una trama vogliamo dargliela: Biancocuore è la storia di un ideale che si incarna sulla terra, nella stanza di un manicomio, qui le maschere della natura e della società lo accompagnano nel suo viaggio. L’incontro con il Tempo è l’occasione per superare i limiti dello spazio e raggiungere il pianeta di “Nuovomomndo”, dove tutto è ciò che è, dove non è il passare del tempo a cambiare le cose ma tutto cresce insieme al pensiero.
È qui che Biancocuore incontra una ragazza e se ne innamora, scoprendo poi che quella semplice ragazza di Nuovomondo è la regina e il suo nome è “Vita”.
A portare in scena questa storia a metà tra Alice nel paese delle meraviglie e il Mago di Oz, tre attori straordinari: Davide Lo Grieco che interpreta Biancocuore facendoci credere alla sua cecità e danzando energicamente e poeticamente con una foglia; Giuliana Ciucci che riesce a differenziare benissimo i tre personaggi portati in scena, dando ad ognuno una voce e una corporeità diversa e Alessio Stabile che riesce a spiccare in ben cinque ruoli apparentemente secondari con convinzione, vigore e presenza scenica.

Contaminano il tutto con psichedelia, colori e simbolismi che ben si sposano alla scena, le ipnotiche scenografie video di Marco Aquilanti e le creative musiche originali di MaCrì che con potenza enfatizzano la storia. Degne di nota le coreografie (che rivelano il passato da danzatore) dell’autore e regista e i giochi di luce di Luca Giordano. Inoltre l’uso delle maschere, un viaggio indietro nel tempo nella commedia dell’Arte, un esperimento riuscito che ben si compie con l’utilizzo espressionistico dei movimenti corporei degli attori. Lo scorso fine settimana, sotto gli occhi di un numeroso pubblico, è dunque nato un nuovo modo di fare e di reinterpretare il teatro e siamo solo al debutto di questa piacevole scoperta che porta il nome di Claudio Pomponi.

Rossella Papa





