Il festival musicale più famoso d’America e oltreoceano quest’anno ha avuto come ospite l’attesissimo Justin Bieber. Il cantante, con un paycheck di 10 milioni che lo rende la star più pagata della storia al Coachella, ha regalato ai fans più affezionati una performance magnifica, andata virale su tutti i socials grazie ai video dei presenti. Ma non sono mancate le critiche.
Swag I, la prova che JB ama ancora l’rnb
Il BieberChella si è aperto con l’esibizione di tante canzoni dell’album Swag I, tra cui di All I Can Take, Speed Demon e 405. Justin ha scelto di portare sul palco queste perle R&B in una veste estremamente intima e minimalista, quasi come se fossimo nel suo salotto di casa o nelle sue tante dirette live Twitch. È stata una performance bellissima da vedere per la sua estrema onestà: niente effetti speciali, solo lui, la sua voce e il suo modo di fare un po’ goffo, da bambinone, che lo ha reso più umano agli occhi di chi lo guardava. È stato un momento tutto da godere per chi ama Bieber, più la persona che il personaggio, un regalo per chi lo segue dal lontano 2009.
La nostalgia ha colpito tutti
Pensare a JB come la pop star di una volta è ormai un po’ impossibile. È un uomo di 30 anni, con una moglie ed un figlio e una serie di successi e errori alle spalle. Il giovane canadese, nonostante le problematiche personali e professionali, soprattutto a causa del consumo di droga e alcool, non ha mai smesso di avere un talento incredibile. E il modo in cui l’immensa folla del Coachella cantava, ne testimonia l’impatto. Il modo in cui tutti hanno intonato il ritornello di Baby, Beauty and a Beat, Never Say Never, Sorry, That Should Be Me sono la conferma che il cantante è ancora una pop star a tutti gli effetti.
I featuring che fanno la differenza
Anche gli ospiti presentati sul palco dal cantante hanno fatto una grande figura, anzi è sembrato che JB si divertisse pienamente ad averli con sé. Kid Laroi, autore del duetto Stay, sembrava quasi un clone di JB: stesso taglio, stesso stile e stessa tonalità. Le loro voci infatti si sono ben amalgamate, non solo nel ritornello, ma anche nelle rispettive strofe. Per non parlare delle performance di I Think You’re Special (con Tems come guest) e Essence (conWizkid e Tems come guests), dove JB ha dimostrato di conoscere bene i ritmi afrobeat, muovendosi con una scioltezza unica e creando un’alchimia con i suoi ospiti davvero magnetica.

Le critiche, figlie del tempo
Lo spettacolo che ha intrattenuto il pubblico per circa 90 minuti ha ovviamente attirato numerose critiche. Gli haters, così si chiamano, hanno infatti sottolineato come l’esibizione al Coachella di Bieber abbia deluso. Rispetto a quello che aveva fatto Sabrina Carpenter il giorno prima, con un corpo di ballo eccellente, luci eccentriche e lei stessa come una vera pop star mondiale, JB ha fatto ben poco. E questo è vero. La popstar guidata da Scooter Braun non ha dovuto fare un cambio d’abito, né avuto bisogno di un corpo di ballo, ma è stato solo sul palco per almeno 20 minuti con il suo laptop prima dell’arrivo di Kid Laroi, suo primo ospite. Ma quello che dobbiamo chiederci è: ne aveva bisogno? Insomma il suo nome è Justin Bieber. In tutto il mondo, dai più piccoli ai più grandi conoscono le sue canzoni e non scordiamoci che il giovane conosce bene il mondo dei social e del marketing. Lui sapeva e voleva creare polemica, perché così si sarebbe parlato ancora di più di lui e ciò gli avrebbe giovato. La scuola Kardashian insegna che, nel bene o nel male, ciò che conta è che se ne parli.
Una legacy che non morirà mai
JB è una pop star. È sulla scena dal 2009, conosce bene i riflettori e il mondo dello spettacolo. Quello stesso mondo che gli ha tolto tanto come persona, vista le sue condizioni di salute, ma che ha creato un personaggio la cui musica vivrà nei secoli. Sicuramente il paragone con Michael Jackson non regge, ma invece sta in piedi riconoscere un’eccellenza. Di chi? Di un uomo che da 17 anni vive nello show business e che sa fare musica.
Layla Perroni
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