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Body Positivity, ideale senza filtri

Body Positivity, ne abbiamo sentito parlare, probabilmente crediamo di sapere a cosa si riferisce ma non è detto che sia così. Vediamolo insieme.

Si sa, la moda ha sempre avuto un ruolo fondamentale, seppur fuorviante talvolta, nel plasmare giovani menti e corpi. La divulgazione di utopici corpi perfetti, e soprattutto skinny, è stata sdoganata lasciando spazio a corpi e bellezze eterogenee, più realistiche.

L’alta moda non è più spazio esclusivo di taglie 38-40, di pelli (apparentemente) perfette e il mondo dei social network, che sempre più di frequente diventa la passerella dei brand, sta contribuendo a mandare il messaggio del cosiddetto Body Positivity. 

Il Body Positivity, movimento culturale nato molto tempo prima che questo termine spopolasse, possiamo interpretarlo (senza tralasciare tutte le considerazioni profonde che questo termine trascina dietro di se) come una completa e totale, e soprattuto positiva, accettazione e del proprio corpo e delle sue qualità, abilità e capacità

Photocredit:web
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Ovviamente a coniarlo sono state donne il cui corpo veniva emarginato poiché non rispettava i canoni pre-definiti della normalità. Coloro il cui corpo veniva considerato marginale e che rientrava in una di queste categorie: fat; queer; body of colours.  Taglie forti, curvy, fisici poco femminili o di colore. 

Marginalizzazione che diventava automaticamente sociale che influenzava, altrettanto automaticamente, la propria autostima, la fiducia in se stesse. Se ti dicono che il tuo corpo non va bene dopo un po’ inizi a pensarlo. 

Fortunatamente le voci fuori campo ci sono e parlano per chi la voce talvolta non ce l’ha. Instagram è ricco di giovani donne autodeterminate e consapevoli, tra queste un’influencer di colore che ha creato l’hashtag #wewearwhatwewant che è diventato virale nel giro di poco tempo dimostrando quanta frustrazione e quanta voglia di rivalsa ci fosse. 

Ciò che prima poteva considerarsi un fenomeno di nicchia, restando quindi ancora periferico, è diventato un vero e proprio movimento culturale che ingloba mondi prima assolutamente interdit

Rihanna, che nel suo ultimo Fenty Show ha raccolto bellezze e corpi di ogni tipo, è da sempre sostenitrice del Body Positivity.

Fenty Show 2020
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L’ideale di femminilità che propone non è legato a ciò che indossi ma al come: la femminilità, la sensualità non sono accessori che puoi portare, sono feelings che vanno espressi nel modo che preferisci.  

In Italia abbiamo l’esempio di Vanessa Incontrada, la quale si è mostrata senza filtri sulla copertina di una nota rivista. Ma, recentemente, anche Giulia De Lellis, iInstagram influencer , ha dato prova di coraggio mostrando sul red Carpet del Cinema di Venezia i suoi difetti cutanei.

Parlo di coraggio perché per chi ha a che fare con il mondo dello spettacolo non è facile mostrare le proprie debolezze e darle in pasto ai lupi. 

Body Positivity
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Mostrando i suoi difetti con orgoglio ne ha minimizzato l’importanza lanciando un forte messaggio di Skin Positivity.  

Lei stessa ha ammesso:

“Anche io ho le mie insicurezze ed esibirmi in pubblico con un problema estetico non è stato facile, però sapendo che molti di vi convivono con problemi simili ho pensato che potesse essere importante dare una piccola dimostrazione di coraggio […] Ho pensato che presentandomi davanti ai fotografi così, chi mi segue forse avrebbe capito che avere qualche bollicine di troppo non è un problema, e avrebbe fatto lo stesso anche per uscire a prendersi un caffè”. 

La consapevolezza del proprio corpo, dei propri difetti, talvolta richiede pazienza, esperienza e un pizzico di menefreghismo. Fin quando sono a mio agio col mio mondo interiore e con il corpo che indosso, e fin quando sono connessa con esso, non esiste stereotipo o modello da seguire.

Io sono il miglior modello e il miglior esempio per me stessa. Affannarci per raggiungere canoni improponibili non fa che allontanarci da noi stesse cercando di essere o assomigliare a qualcuno che non siamo. 

Purtroppo anche il solido messaggio del Body Positive affronta versioni contraddittorie di chi crede di averne colto il messaggio appieno.

Ossia di chi crede che un corpo non possa evolvere, che una magra non possa ingrassare e una curvy non possa voler dimagrire poiché contrario al concetto al Body Positivity.

Il Body Positivity dice l’esatto contrario: possiamo fare ciò che vogliamo del nostro corpo e ciò vuol dire anche rispettare la possibilità che noi, e il nostro corpo, evolviamo nel tempo. Purché rimanga una scelta personale, basata su motivazioni interiori e non esteriori. 

Body Positivity
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Un corpo healthy non rappresenta necessariamente un corpo magro, così come un corpo curvy non significa dieta squilibrata e junk food. 

I difetti cutanei, le smagliature, le cicatrici non sono motivo di vergogna, se portate con orgoglio. Come la tecnica cinese del Kintsugi che prevede che un vaso rotto venga riparato ricongiungendo  i cocci con della resina mista a oro, argento o platino. Le venature non vengono nascoste bensì esaltate mostrando così la propria bellezza in nuova luce. 

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