Sabato scorso, l’ex presidente del Brasile Jair Bolsonaro è stato arrestato nella sua abitazione di Brasilia e condotto in una stazione di polizia. Le forze dell’ordine lo hanno fermato dopo aver ricevuto la segnalazione di un tentativo di manomissione della sua cavigliera elettronica, interpretato come una volontà di fuga.

Sull’ex leader pende una condanna a ventisette anni e tre mesi di reclusione per aver partecipato a un colpo di Stato -mai messo in atto- per restare al potere nonostante la sconfitta alle elezioni del 2022. Il piano prevedeva l’arresto o l’omicidio dell’avversario Luiz Inácio Lula da Silva (attuale presidente), del suo vice e di un giudice della Corte Suprema. Bolsonaro si trovava agli arresti domiciliari perché, secondo la legge brasiliana, la pena non può iniziare fino alla fine di tutto l’iter processuale, appelli inclusi. Le sue ultime azioni, tuttavia, hanno compromesso tutto.

La spiegazione di Jair Bolsonaro

A disporre la carcerazione preventiva è stato il giudice della Corte Suprema Alexandre de Moraes, convinto che Bolsonaro stesse provando a dileguarsi per chiedere asilo politico in qualche ambasciata. L’ex presidente ha detto che, a provocare il suo tentativo di manomissione, effettuato con una saldatrice, sarebbero state le medicine che assume, e i loro effetti collaterali. L’uomo, settant’anni, sostiene di aver avuto un’allucinazione che gli avrebbe fatto credere ci fosse una microspia nella cavigliera elettronica.

Bolsonaro fa uso di pregabalin, un tranquillante normalmente usato nel trattamento dei disturbi di ansia, oltre a farmaci per contenere le crisi convulsive. Stando al parere dei dottori interpellati, l’interazione tra i due medicinali potrebbero aver creato un corto circuito. Rimane, tuttavia, il dubbio che si sia trattato di un tentativo di fuga finito in un nulla di fatto. Proprio quel giorno, infatti, suo figlio aveva organizzato una manifestazione in suo sostegno: un’occasione perfetta per darsela a gambe, nel marasma generale.

Federica Checchia