Il 10 Febbraio 1890 nacque a Mosca Boris Pasternak, uno dei più grandi poeti e scrittori russi. Nelle sue opere poetiche traspariva l’ermetismo inconfondibile dell’artista tipico degli anni ‘20. La sua opera più famosa fu “Il dottor Zivago”, un vero e proprio capolavoro della letteratura mondiale. In Russia fu pubblicato solo nel 1988, mentre in Italia fu dato alle stampe nel 1957. Grazie ad esso l’anno successivo gli fu attribuito il premio Nobel per la Letteratura, premio che rifiutò per motivazioni di natura politica.
Boris Pasternak, il poeta che rifiutò il Nobel: vita e opere

“Sei la cosa più bella che io abbia mai udito” (riferito al silenzio)
Boris Pasternak
Boris nacque in una famiglia di intellettuali: suo padre era pittore, sua madre pianista. Dopo aver studiato al conservatorio si iscrisse alla facoltà di filosofia. Subito dopo essersi laureato iniziò ad insegnare come docente privato. Nel tempo libero era solito frequentare ambienti e gruppi letterari. Nel 1914 pubblicò la sua prima raccolta dal titolo “Il gemello delle nuvole”. “Il dottor Zivago”, invece, fu scritto tra il 1946 al 1956. Fu pubblicato successivamente in Russia (1988) perché raccontava negativamente la Rivoluzione d’Ottobre. Le autorità russe costrinsero lo scrittore a rifiutare il Nobel; l’alternativa sarebbe stata l’esilio. La fama dello scrittore crebbe proprio grazie a questo rifiuto. È morto il 30 Maggio 1960 a Peredelkino. Il suo funerale é stato tenuto in maniera quasi clandestina.
Il suo romanzo “Il dottor Zivago” fu definito da Eugenio Montale “quasi un romanzo storico”. E ancora Edmund Wilson disse in proposito: “un romanzo poetico moderno, il cui autore ha letto Joyce, Proust e Kafka e s’è allontanato dai suoi predecessori per inventare un genere suo proprio… L’intero libro è una grandiosa, enorme espressione simbolica della visione della vita dell’autore”, un uomo che sulla sua pelle ha vissuto il conflitto tra il singolo e la moltitudine, l’individuo e la storia.
Giusy Celeste





