Un anno “zero” per Brindisi che, dopo le splendide annate recenti, si appresta a ripartire con un nuovo gruppo, mantenendo però quella capacità di esprimere un gioco divertente ed entusiasmante diventato ormai marchio di fabbrica dei pugliesi.

Le partenze sofferte

(Photo credits: CIAMILLO)

I pesanti addii di questa estate hanno fatto tremare i tifosi brindisini, sembrava infatti giunta al termine la splendida “macchina” costruita da coach Vitucci che ha reso Brindisi una realtà importante del campionato italiano. Il gioco spumeggiante e offensivo dell’unica squadra del meridione presente in Serie A, aveva reso il PalaPentassuglia un fortino ostico e temuto da tutti i club del nostro basket. Le partenze di Kelvin Martin e Tyler Stone erano il preludio della fine di un ciclo che si è concretizzato quando Adrian Banks ha annunciato il suo passaggio alla Fortitudo Bologna. Sembrava potesse rimanere il beniamino dei tifosi John Brown, anch’egli partito però con destinazione Kazan.

Il nuovo gruppo

(Photo credits: BasketUniverso)

Il ruolo di bombardiere e trascinatore è stato affidato a D’Angelo Harrison, proveniente dal campionato israeliano con statistiche importanti e convincenti. Ad affiancare Gaspardo nel ruolo di ala grande è arrivato Derek Willis, giocatore fisco con ottima propensione al tiro dall’arco. Le ali piccole James Bell e Mattia Udom sono uscite da stagioni positive, ma devono ancora trovare l’anno della consacrazione, saranno quindi dotati di quella “fame” ideale per il gioco di coach Vitucci. Il pivot di spessore si sta ancora cercando, anche se l’arrivo di Krubally ( già visto positivamente con la maglia di Pistoia nella stagione 2018-2019) e Cattapan fanno presagire a una squadra più fisica rispetto alle ultime annate. Il gioco sarà impostato dai confermati Thompson e Zanelli, con Visconti pronto a dar fiato ai due play.

L’ entusiasmo non manca

(Photo Credits: AgendaBrindisi)

L’ obbiettivo è come ogni anno quello di sorprendere e divertire il proprio pubblico, con l’ambizione sporadica di alzare un trofeo. Oltre alla Coppa Italia, la FIBA Champions garantisce un’ ottima vetrina per i pugliesi, che vogliono crescere gradualmente anno dopo anno. La società ha dimostrato una pianificazione eccellente, senza mai fare “il passo più lungo della gamba”, spesso prima causa di fallimenti. Investire le risorse a disposizione nel miglior modo possibile è la soluzione più fruttuosa per mantenere vivo questo sport in una città profondamente legata al basket come Brindisi.

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