Cinema

Bruce Lee, la rivoluzione realista del cinema delle arti marziali

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Ottanta anni fa nasceva Bruce Lee. È stato l’attore simbolo del cinema delle arti marziali che ha contribuito a far conoscere in tutto il mondo. Tutti i fatti ricorderanno film come “Dalla Cina con furore” e “I 3 dell’operazione Drago” che hanno cambiato per sempre la storia del rapporto tra arti marziali e cinema. Questo grazie ad una figura che rimasta un’icona in tutto il mondo anche 47 anni dopo la prematura scomparsa.

Il realismo di Bruce Lee

Prima di Bruce Lee il cinema di arti marziali cinese era per lo più dedicato al mercato interno. Si trattava inoltre di film spettacolari con combattimenti molto teatrali e segnati da impossibili sfide vinte dai maestri di kung fu praticamente da soli. Con l’arrivo del grande maestro sulla scena lo spettacolarismo viene sacrificato in nome di combattimenti più realistici con personaggi che si trovano spesso in situazioni limite. Eroi che si feriscono si sporcano con le loro debolezze che li rendono del tutto simili a uomini reali.

Ecco perchè i personaggi interpretati da Lee seppur apparentemente molto ingenui hanno un’incredibile fascino che fa dei suoi film un cult del genere ancora oggi. Ecco perchè film come “L’urlo di Chen terrorizza anche l’occidente” non ci appaino mai del tutto superati regalandoci uno stretto connubio tra la durezze dei combattimenti e la filosofia delle arti marziali. Anzi fu proprio Lee in questa pellicola a regalarci la sequenza più bella del genere insieme ad un altro grande maestro come Chuck Norris nel Colosseo di Roma.

Bruce Lee vs Chuck Norris in L’urlo di Chen terrorizza anche l’occidente

Un’icona immortale

Nonostante la prematura morte avvenuta a soli 33 anni, Bruce Lee è rimasto un’icona nel suo genere anche nel corso degli anni tanto che molti hanno voluto raccontare la sua biografia al cinema. La pellicola più nota che racconta la vita di questo grande combattente e senza dubbio entrata nell’immaginario collettivo è “Dragon” del 1993. Un film tratto dall’omonimo romanzo scritto in chiave soggettiva della moglie Linda.

Accanto a questi ricordiamo la recente serie tv “Warrior” tratta da un’idea originale di Bruce Lee ed ambientata nell’America dell’800′. Qui un giovane artista marziale cinese si ritrova coinvolto in una sanguinosa guerra tra clan mafiosi cinesi rivali. Una serie anche se realizzata postumamente che ha contribuito ha riportare sullo schermo il mito dell’intramontabile maestro. Un uomo che è stato il primo ad aprire la cultura delle arti marziali al mondo occidentale.

Stefano Delle Cave

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Stefano Delle Cave

Stefano Delle Cave è scrittore, giornalista pubblicista e regista. Laureato magistrale in D.A.M.S. all’Università di Roma Tre. Gli articoli redatti da Stefano giornalista hanno per tema il cinema, la cultura e la società civile in genere.
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