Cultura

Byron, il poeta edonista dell’amore irragiungibile

George Byron, il Lord “enfant terrible” del XIX Secolo. Amante dell’arte, della letteratura, della natura. Sensibile a tutto quello che era colpito dal “dono della fatal bellezza“. Oggi ricorre l’anniversario della sua nascita. Una vita breve ma straordinaria che ha segnato in modo indelebile tutta la letteratura inglese e non solo.

Byron, una vita breve tra eccessi e scandali

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Lord George Byron, nasce il 22 Gennaio del 1788 a Londra. Nato e cresciuta in un’antica famiglia normanna, ben presto rivelò le sue attitudini poco convenzionali per l’Inghilterra puritana dell’epoca. La su infanzia non fece altro che stimolare in lui l’irrequietezza che lo caratterizzerà poi, per tutta la sua breve vita. Il padre era soprannominato “Mad Jack” per i suoi noti eccessi con l’alcool, la madre era, invece, una donna austera, severa e poco affettuosa. Il giovanissimo Byron decide quindi di staccarsi dalla famiglia di origine e coltivare la sua passione per il bello. Inizia così a viaggiare per tutta l’Europa, conducendo una vita sopra le righe.

Byron, nella sua insofferenza, esprimeva quel “male del secolo” tipico della sua epoca. Era inquieto, irrequieto, malinconico e pervaso sempre da uno spirito di ribellione che lo ha poi portato a vivere una vita di eccessi. La sua personalità era ben nota nei circoli che frequentava e a causa della sua infanzia particolare, era conosciuto per la sua ribellione e trasgressione. Una vita condotta tra eccessi e scandali. Uno su tutti, la incestuosa relazione amorosa che ebbe con la sorellastra, dalla quale ebbe anche una figlia. Venne persino accusato di sodomia, essendo note a tutti le sue relazioni anche con persone del suo stesso sesso.

George Byron, “enfant prodige” della letteratura inglese

Byron ebbe una vita breve. Morì a soli 36 anni nella sua amata Grecia, il 19 Aprile del 1824. in Grecia si era trasferito per sfuggire da un’Inghilterra che gli risultava sempre più opprimente. La sua personalità eccentrica si rivelò fino alla sua morte, quando, poco prima, lasciò disposizioni circa la sua sepoltura: il cuore doveva rimanere in Grecia, a Missolungi, mentre il corpo doveva essere spedito in Inghilterra in un barile di cognac. Nonostante la breve vita, iniziò molto presto a produrre i suoi lavori. Il primo lo pubblicò a soli 19 anni Ore d’ozioche lo consacrò fin da subito ad una fama assoluta.

I suoi lavori rivelarono la sua spiccata sensibilità artistica e rispecchiavano la sua filosofia di vita: vivere semplicemente osservando il mondo e la bellezza che questo ha da offrire. I suoi personaggi erano lo specchio della sua stessa personalità. Tutti tendenti agli eccessi e sensibili alla bellezza del mondo in generale e della natura in particolare. Tutti che vivevano passioni d’amore travolgenti e che influenzano tragicamente il corso degli eventi. Influì così tanto sulla letteratura inglese che nacque il c.d. “Eroe byroniano” per intendere proprio il tipo di personaggio descritto dal poeta. Fu anche un bravissimo poeta satirico e non si risparmiò in aspre critiche politiche.

Vi lasciamo uno dei suoi componimenti più belli

Passa radiosa, come la notte tersa

Passa radiosa, come la notte tersa
dai cieli stellati;
il meglio del buio e del fulgore
si incontra nei suoi occhi
addolciti a quella tenera luce
che il cielo nega allo sforzo del giorno.
Un’ombra in più, un raggio in meno, avrebbero
in parte guastato la grazia senza nome
che si posa sui capelli neri
o illumina il volto con dolcezza,
dove pensieri limpidi
svelano pura e preziosa dimora.
Su quella guancia, sopra quella fronte serena
sorrisi e colori parlano di pacifici giorni,
di un intelletto in armonia con tutto,
di un cuore che ama innocente.

Ilaria Festa

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