Il 9 gennaio 2023 è uscito il nuovo libro di Michele Neri, ”Cantautori e cantautrici del nuovo millennio. Il dizionario‘‘ un decalogo di 1.966 biografie e ben 10.000 dischi; un viaggio nella musica per chi vuole scoprire il panorama musicale italiano, nel dettaglio, di oggi e di ieri. Nel volume enciclopedico, l’autore Michele Neri presenta gli artisti in ordine alfabetico attraverso biografia e discografia. ”Cantautori e cantautrici del nuovo millennio, il dizionario” diventa, così, un vero e proprio strumento da consultare sia per il semplice lettore appassionato che per coloro i quali hanno necessità di documentarsi: giornalisti, critici, autori.
Michele Neri, l’intervista e la genesi del progetto ”Cantautori e cantautrici del nuovo millennio, il dizionario”

M.M.: ”Cantautori e cantautrici del nuovo millennio, il dizionario’’ è il suo nuovo libro pubblicato a gennaio 2023 ed edito Iacobelli Editore. Da dove nasce l’esigenza di stilare un decalogo e qual è la genesi di questo importante contributo?
Michele Neri: Il progetto nasce dall’aver scoperto e osservato la vastità di una scena di cantautori e cantautrici che non viene mai percepita come tale e con tali dimensioni. Il desiderio di creare una mappatura, unita a un’indole personale tendente alla catalogazione, mi hanno spinto verso questo censimento.
M.M.: La carriera musicale di un potenziale cantautore o cantante, oggi, è completamente cambiata: le vetrine di un tempo, come il Festival di Sanremo, si sono appannate e si ricorre spesso ai social in termini di visibilità. Un giovane artista che non ha pubblico social è quindi perduto?
Michele Neri: È assai difficile oggi rinunciare a cercare visibilità sui canali social. Come ottenerla, mantenerla e incrementarla, non sono in grado di dirlo ma sì, è un aspetto necessario della promozione di una carriera artistica. Irrinunciabile.
M.M.: Il Vinile sta ritornando in auge, soprattutto fra i giovani. Cosa ne pensa a riguardo?
Michele Neri: È un fenomeno meno passeggero di quello che taluni sostengono ma non credo sia determinante nel far di nuovo diventare il “supporto fisico” così centrale nella distribuzione musicale. Però è bello che molti dischi vengano realizzati in vinile pur con tutte le difficoltà e gli alti costi che questo tipo di realizzazione comporta. Speriamo possano ridursi in un prossimo futuro.
M.M.: Per quanto riguarda la fruizione musicale, oggi va per la maggiore il singolo di un artista mentre fino a pochi anni fa si attendeva con trepidazione l’album del proprio cantante preferito o della propria band. Queste differenze potrebbero imputarsi al cambiamento della modalità d’ascolto che, grazie anche ai servizi musicali streaming on demand, si è modificato?
Michele Neri: Senza alcun dubbio, la musica si ascolta con pochissima attenzione e un progetto di ampio respiro come un album, rischia sempre di più di essere comunque frammentato nell’ascolto. Lo dimostra il fatto che solo una piccola parte degli artisti in gara a Sanremo abbia gli album pronti. Oltretutto i brani hanno una durata abbastanza breve come presenza negli ascolti di un pubblico vasto e quindi pubblicare un singolo per volte a distanza di pochi mesi, può essere conveniente per molte tipologie di artisti.
M.M.: Quali sono le caratteristiche che dovrebbe avere una canzone per diventare un classico della storia, e della cultura, musicale?
Michele Neri: Restare fresca, essere fortemente popolare ma non banale. È in realtà una formula misteriosa che ha uno scarto minimo nel dosaggio degli ingredienti. Nella nostra storia ci sono molte decine di brani che sono universalmente considerati classici e sembra sempre più difficile che composizioni odierne, possano arrivare a simili traguardi e radicarsi così profondamente. Il motivo però potrebbe davvero essere nel mutamento del modo di fruire della musica. Non si lascia più entrare dentro di sé il vero senso di una canzone, si assapora e basta.
M.M.: Lei è autore insieme a Franco Settimo del libro ‘’Umberto Bindi’’, omaggio a un uomo sensibile, colto, e spesso dimenticato. Lo stesso Gino Paoli lo ricorda al Festival di Sanremo 2014 sottolineando proprio la trascuratezza che c’è stata attorno a Bindi. Come mai alcuni artisti, nonostante la rilevanza evidente, finiscono per essere relegati in una condizione d’oblio?
Michele Neri: Penso anche a Sergio Endrigo e Bruno Lauzi ma anche in misura minore a Ivan Graziani. L’oblio dipende da molti fattori, qualcuno anche difficile da individuare probabilmente. Sicuramente c’è la sempre maggior disponibilità di musica in streaming che disperde gli ascolti e l’attenzione dei media verso musiche dal successo consolidato. In poche parole TV e radio propongono cose che siano già riconosciute e accettate su altre piattaforme di comunicazione – i social – e quindi molta della musica che nasce nell’era della vasta diffusione dei supporti fisici, fatica a essere nuovamente scoperta e ascoltata. È purtroppo possibile che molti altri nomi verranno dimenticati nei prossimi anni.
M.M.: Progetti futuri: può svelarci se c’è già un nuovo progetto editoriale a cui sta lavorando?
Michele Neri: Sì, un dizionario che vada a occuparsi di tutto il periodo antecedente a quello trattato in questo uscito da poco. Parliamo quindi dei cantautori e delle cantautrici del periodo che va da Volare (1958) all’affermazione di Ligabue (1990 circa). Quindi includerà Modugno, Carosone, De André, Bindi, Paoli, Tenco, Gaber, Battisti, Baglioni, Di Michele, Nava, De Gregori, Dalla, Battiato e tantissimi altri, così come interpreti che hanno in più occasioni scritto cose da loro interpretate come Celentano, Morandi, Milva, Mia Martini e perfino Mina e Patty Pravo.
Stella Grillo
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