Pallavolo

Cara Italvolley, è un Mondiale femminile da ricordare

Un lungo soggiorno in Olanda del quale si è sfruttato ogni singolo minuto e un bronzo che nonostante tutto non può che regalare gioia. L’Italvolley torna da Apeldoorn con una bella medaglia, magari non quella più scintillante e desiderata, ma comunque un cimelio di grande rilievo. Solo un Brasile tecnicamente superiore ha ostacolato il cammino azzurro, ma non devono esserci rimpianti. Le basi sono davvero solide e con Parigi nel mirino si può riprendere a puntare in alto. Prima però ben venga questa “pausa” e ognuno si dedichi, come è giusto che sia, alla propria squadra.

Ci siamo goduti una bella Italvolley

L’Italvolley premiata con il bronzo ai Mondiali (Crediti foto: Federazione Italiana Pallavolo | Facebook)

“Prima di tutto, bisogna fare i complimenti alle ragazze” direbbe qualcuno, ma rifletterebbe a pieno il pensiero di ogni tifoso. Il cammino dell’Italvolley non è stato facile, ma ha dimostrato davvero di far parte a pieno di questa top 4 mondiale. Un cammino quasi perfetto, in cui non sono mancati alti e bassi, da cui è trasparsa una volontà ferrea di arrivare fino in fondo. Così tutto è cominciato da un girone sulla carta abbordabile, che ha comunque rivelato delle insidie a livello mentale. Ad ogni modo, l’Italia le ha superate tutte con la sua qualità e la coesione di un grande gruppo.

Alla fine, l’unico ostacolo invalicabile si è rivelato essere il Brasile che per due volte ha avuto la meglio. Su questo forse ha pesato, in minima parte s’intenda, la formula un po’ astrusa della competizione. Nei quarti di finale e in semifinale infatti si sono affrontate sostanzialmente squadre degli stessi due gironi (F ed E). Tuttavia, va detto che per trionfare alla fine bisognava essere più forti di tutti ovviamente e dunque questo cambiava relativamente poco. Quello che però ha colpito delle Azzurre è stata la forza mentale, quella capacità di sapersi rialzare sia il giorno dopo le sconfitte, sia nello stesso match. Esemplare la sfida contro il Giappone in cui dopo quel primo set perso, per carità non giocato male, è scattato qualcosa come hanno poi riferito tutte.

Facile “innamorarsi” di una squadra così

Carica, positività e ancora voglia di vincere: forse è stata questa la ricetta della squadra di Mazzanti, almeno parzialmente. Tutte hanno via via dato mostra delle loro qualità al meglio e qualcuna è stata premiata anche dalle statistiche. A partire da Paola Egonu, di cui si è parlato purtroppo a fine torneo per vicende extracampo incommentabili che ha subito (e per le quali ognuno dovrebbe stringersi attorno a lei). Avrà 23 anni, ma la sua maturità a livello tecnico è impressionante. Certo, succede di avere qualche giornata no, è fisiologico, ma se per il secondo mondiale consecutivo sei miglior realizzatrice, sicuramente qualcosa di molto speciale in te deve essere presente. A world class player” direbbero e anzi già dicono gli anglofoni.

Da favola è stato anche il mondiale di Monica De Gennaro, che poi si è presa anche il titolo di miglior libero del torneo. Donna ovunque, capace di prendere ogni pallone possibile immaginabile e inimmaginabile. Caterina Bosetti e Marina Lubian hanno lasciato il segno al servizio, con la prima nominata miglior battitrice del mondiale e con la seconda che ha fatto registrare una crescita personale enorme. A rete le avversarie si sogneranno la notte per lungo tempo la faccia di Anna Danesi, muro invalicabile dell’Italvolley e miglior centrale del torneo. Impressionante poi il lavoro svolto dalla miglior palleggiatrice della rassegna iridata, Alessia Orro, giocatrice di un’intelligenza tecnico-tattica di livello superiore.

Sylla capitana vera

Merita una menzione ovviamente anche la capitana di questa Nazionale, Miriam Sylla, condottiera dentro e fuori dal campo. Lo ha dimostrato con le giocate sia in fase offensiva che difensiva, seconda miglior ricevitrice del mondiale e miglior schiacciatrice, sia fuori dal campo. Veramente bella l’intervista rilasciata alla Rai dopo il bronzo conquistato, ai danni degli Stati Uniti: “Dentro lo spogliatoio ci sono 14 grandi donne a cui faccio un grandissimo complimento. Abbiamo sognato insieme, purtroppo non è arrivata la medaglia quella che speravamo. Ma ne è arrivata un’altra e non è scontata. Sono ragazze speciali e tutte determinate.”

Infine, vanno fatti ovviamente i complimenti a Davide Mazzanti che ha conquistato la seconda medaglia consecutiva ad un Mondiale dopo l’argento del 2018. Ha gestito al meglio questa lunghissima estate chiudendo con il primo posto nella Volley Nations League e poi appunto con questo bronzo e non era per nulla scontato.

E adesso? I prossimi impegni dell’Italvolley

E adesso ci sarà una meritata e necessaria pausa per schiarire le idee e per concentrarsi rispettivamente e singolarmente sui propri club. L‘Italvolley tornerà ad essere protagonista in primavera: dal 30 Maggio prenderà il via la Volley Nations League, mentre poi ad agosto ci saranno gli Europei itineranti e tra l’altro l’Italia sarà una delle sedi.

Maria Laura Scifo

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