Carlos Ruiz Zafòn, “Ricordo ancora il mattino in cui mio padre mi fece conoscere il Cimitero dei Libri Dimenticati. Erano i primi giorni dell’estate del 1945 e noi camminavamo per le strade di una Barcellona intrappolata sotto cieli di cenere e un sole vaporoso che si spandeva sulla rambla de Santa Mónica in una ghirlanda di rame liquido.” Inizia così “L’ombra del vento”, libro best seller mondiale di uno scrittore straordinario che ci ha lasciato troppo presto.
Esattamente un anno fa, lasciava questa terra Carlos Ruiz Zafòn, scrittore spagnolo, classe 1964, morto dopo una dura e lunga lotta contro un cancro a soli 55 anni. L’eredità che lascia è immensa e attraverso le sue opere continuerà a vivere in eterno. Una delle sue frasi preferite era “quello che scrivi, è ciò che più ti somiglia”, per questo, forse, la maniera più semplice per ricordarlo sarà continuando, o iniziando, a leggere le sue storie.
Carlos Ruiz Zafòn, “Ogni libro, ogni tomo che vedi ha un’anima. L’anima di chi l’ha scritto e l’anima di chi l’ha letto, vissuto e sognato”.

Cresciuto negli anni Sessanta a Barcellona, non lontano dalla Sagrada Familia, ha sempre mantenuto un legame fortissimo con la città, nonostante negli ultimi anni si fosse trasferito in California per lavorare per il cinema, come sceneggiatore.Ex insegnante all’asilo, lavora come pubblicitario per anni e si dedica anche alla scrittura di articoli su testate quali El País e La Vanguardia.
Inizia la sua carriera letteraria nel 1993 come autore per ragazzi. Il Principe della nebbia e Il Palazzo della MEzzanotte sono solo due dei suoi libri per ragazzi. L’ombra del vento è stato però il suo debutto nella narrativa per adulti.Nel 2001 viene consacrato al successo dopo la pubblicazione di quello che poi è diventata la sua opera più conosciuta. Nel 2008 l’uscita in Italia, per Mondadori, de Il gioco dell’angelo, e nel 2009 di Marina.
Zafòn, è un autore che può essere considerato tra gli artefici di un intero sottogenere, quello dei romanzi incentrati sul potere quasi magico della letteratura e dei libri. Con l’espediente narrativo del libro ritrovato, le trame dei suoi romanzi mescolano spesso fantasy, realismo ed elementi gialli. Tra i suoi titoli più famosi abbiamo: La tetralogia del Cimitero dei libri dimenticati con “L’ombra del vento”, “Il prigioniero del cielo”, “Il gioco dell’angelo” e “Il labirinto degli spiriti”. La trilogia della nebbia con “Il principe della nebbia”, “Il palazzo della mezzanotte” e “Le luci di settembre”. “Marina” e “Il Labirinto degli Spiriti”.
“L’ombra del Vento”, il suo più grande successo

L’ombra del vento è un romanzo giallo, ma definirlo solo così è chiaramente riduttivo. Parla anche di storie di famiglia e d’amore, non tipiche di questo genere. La Barcellona che fa da sfondo è descritta talmente bene che sembra di essere trasportati nelle sue vie e nei luoghi narrati.
Il Protagonista è Daniel Sempere. Ha undici anni quando suo padre, titolare di un negozio di libri usati, lo accompagna al Cimitero dei Libri Dimenticati e gli permette di scegliere e portare a casa con sé uno dei libri in esso custoditi. Daniel sceglie “L’ombra del vento” di Julian Caráx, senza sapere che questo libro cambierà definitivamente il corso della sua vita.
Tutto ha inizio dalla scelta di un libro ed è proprio un libro che da vita alla storia di un libro! La voce narrante è Daniel ed è con lui che il lettore si ritrova a girare per una Barcellona sotto la dittatura di Franco, scoprendo i luoghi del tempo e indagando su un romanzo e il suo autore misterioso. “Viviamo in un mondo di ombre e la fantasia è un bene raro.”
Ilaria Festa
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Rivista Digitale n.03





