E’ uscito venerdì 18 dicembre Gran Riserva, il primo disco di Diego Rivera, nuovo progetto artistico del cantautore Carmine Tundo ( La Municipàl ).
Anticipato dai singoli Santa Maria al Bagno e Malvasia Nera, Diego Rivera si muove in un percorso sonoro particolare ed affascinante; Gran Riserva è una raccolta di storie che si susseguono tra paesaggi incontaminati e lontani e forti echi al cantautorato italiano in stile De André.

La band La Municipàl di cui Carmine Tundo fa parte, con soli tre dischi è arrivata a essere considerata attualmente una delle migliori realtà del panorama musicale italiano. Questo perché il cantautore è continuamente alla ricerca di stimoli, di suggestioni per ampliare il proprio bagaglio musicale. Ciò è chiaramente riscontrabile in questo disco, in cui sembra di tuffarci nel passato e di immergerci in una realtà paragonabile a quella che Lucio Battisti ci ha fatto vivere nel dicembre del 1974 con il disco Anima Latina.

Carmine Tundo, cantautore d’altri tempi

Ciò che si vuole far intendere con questi rimandi ai grandi cantautori della nostra cultura, è la forte presenza in Gran Riserva di uno stile musicale che, evidentemente, sta tornando in voga negli ultimi anni. Sempre più cantautori riscoprono le proprie radici e ci fanno rivivere in musica emozioni e sensazioni che solo la grande musica leggera italiana permette.
Carmine è sicuramente una grande scoperta degli ultimi anni; con la sua voce avvolgente e i suoi testi poetici il suo album Gran Riserva ci regala nuovi stimoli fuori dagli schemi.

Il Salento e il Sudamerica sono protagonisti del disco, in cui echeggiano note western dove cori e reverberi fanno da tappeto alla chitarra classica e alle percussioni, protagoniste in tutto l’album.
Le poesie del cantautore vengono poi messe in musica, come accade per Calendule e Sarà come morir. Sono gocce di parole in un mare di musica, che suggeriscono un ascolto attento da gustare avvolti nel dolce calore che questo disco emana.

Nicole Ceccucci