Nello spazio di LetteralMente Donna di oggi, raccontiamo una donna che ha dato un enorme contributo all‘astronomia e all’emancipazione femminile conquistando alcuni importantissimi primati. Il suo nome è Caroline Herschel e questa è la sua storia.

Caroline Herschel, le stelle e William

Caroline Herschel, fonte primapagina.sif.it

In un epoca difficile per le donne come il 700′ che le vedeva spesso poco istruite e relegati a ruoli minori come quello di serve e custodi del focolare domestico, quello che riusci a fare Caroline Herschel è stato del tutto straordinario. Un primo input per questo fu per lei la figura paterna. Isaac Herschel, il padre di Caroline, era un musicista a capo della banda delle Guardie di Hannover, la città tedesca dove la Herschel era nata. Questi cercò di fornire un educazione il più possibile egualitaria per tutti i figli nonostante il parere contrario della madre di Caroline che voleva solo l’occupazione domestica per le figlie. Per questo la Herschel si avvicinò alla filosofia, alla musica e l’astronomia. In particolare, la grande astronoma, come riportato in “Women in science : antiquity through the nineteenth century : a biographical dictionary with annotated bibliography di Ogilvie, Marilyn Bailey, ricordava una notte in cui il padre la portò in strada per per familiarizzare “con alcune delle più belle costellazioni, e dopo avere osservato una cometa che era visibile in quel periodo.”

Tuttavia il primo grande interesse per Caroline Herschel fu la musica. La celebre scienziata fu sotto la direzione dei fratelli un ottimo soprano dopo essersi trasferita con loro a Bath salvandosi finalmente dai lavori domestici. In particolare fu molto importante per lei il fratello William e la sua passione per l’astronomia. Era lei infatti ad assisterlo con lenti e telescopi ed annotare tutto ciò che vedevano nelle loro notti insonni. William dal canto suo, diversamente agli uomini della sua epoca, incoraggiava la sorella a seguire la loro nuova passione. Poi il 3 marzo del 1781 William Herschel scoprì Urano, il settimo pianeta del sistema solare, diventando astronomo del re. Questi non si dimenticò della sorella regalandole un telescopio per proseguire la ricerca. 5 anni più tardi , il primo agosto 1786, Caroline Herschel scoprì la sua prima cometa venendo nominata da re Giorgio III assistente di William con tanto, prima donna della storia a riceverlo in campo scientifico, di un salario.

Il matrimonio di William e il catalogo delle nebulae

Non ho fatto nulla per mio fratello se non quello che avrebbe fatto un cucciolo di cane ben addestrato, vale a dire, ho fatto quello che mi ha comandato“, scrisse con una certa amarezza, come riportato da Marie Clarie, nelle sue memorie Caroline Herschel. Nonostante il frattello fosse il primo a battersi per lei la Herschel non gli perdonò il suo matrimonio a 50 anni con una ricca vedova decidendo di tornare ad Hannover. I due aveva nel frattempo, come richieda lo spirito di ordine e catalogazione dell’epoca illuminista ,iniziato a catalogare le stelle e soprattutto le nebulose osservate. Le nebulose o nebulae sono isole stellari o galassie lontane che appiano, a causa della loro lontanzaza, come nebulose nel nostro cielo.

Poi alla morte del fratello, la Herschel si riconciliò con la cognata e con il nipote proseguendo questi il catalogo che aveva iniziato con William. La celebre scienziata arrivò a catalogare 2500 nebulae. Un colossale lavoro che sarà ripreso nel 1898 da John Dreyer per redigere il New General Catalogue, la mappa stellare che sarà di primaria importanza per tutti gli astronomi del 900′.

La morte a 97 anni e Royal Astronomical Society

Pur lamentandosi degli acciacchi della vecchiaia, Caroline Herschel non smise mai di dedicarsi alle amate stelle per tutta la sua lunga vita. Si spense infatti ad Hannover a 97 anni. Sulla sua tomba il suo epitaffio recita: “gli occhi di colei che qui vien glorificata si volsero al cielo. Nel 1822 Caroline Herschel ricevette dalla Royal Astronomical Society la medaglia d’oro che non fu mai più assegnata ad una donna fino a quella di Vera Rubin nel 1996. Infine la stessa Royal Astronomical Society la nominò nel 1827 socia onoraria insieme a Mary Somerville.

Stefano Delle Cave

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