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Caterina Caselli e l’unico amore della sua vita: chi è il marito Piero Sugar

La cantante italiana Caterina Caselli è conosciuta soprattutto per l’interpretazione della canzone “Nessuno mi può giudicare”

La sua passione per la musica si esprime sin dall’adolescenza, durante la quale impara a suonare il basso e milita in svariate band locali. La notorietà di CaterinaCaselli arriva grazie al Festival di Castrocaro del 1963, durante il quale viene notata da una casa discografica che le propone un contratto. Il successo di Caterina Caselli esplode pochi anni dopo, nel 1966, con il famosissimo brano “Nessuno mi può giudicare“, che in precedenza era destinato ad Adriano Celentano.

Con questa canzone, la giovanissima artista si presenta alla sedicesima edizione del Festival di Sanremo e spopola nelle radio di tutta Europa.

Durante gli anni Settanta il successo di Caterina Caselli continua a confermarsi, grazie a brani che ottengono grande successo: “Perdono”, che vince Festivalbar; “Puoi farmi piangere”; “Il cammino di ogni speranza”; “Sono bugiarda”; “Il volto della vita”; “L’orologio”; “Insieme a te non ci sto più” e “Re di cuori”.

L’unico grande amore della vita di Caterina Caselli è Piero Sugar, figlio di Ladislao che fu il fondatore della famosa casa discografica “Sugar”. Il loro matrimonio è stato celebrato nel 1970 e coronato l’anno successivo dalla nascita del figlio Filippo. Quest’ultimo poi ha reso nonna la cantante, avendo tre bambini con la scrittrice Maria Novella Viganò.

Sforna ancora alcuni dischi di ottima fattura, compreso un album intero di cover, ma dopo Primavera del 1974, un concept arricchito da arrangiamenti molto complessi, dichiara che se le canzoni di questo album non avessero avuto successo, si sarebbe ritirata. E così fa.

La Caselli ha lottato contro il cancro e a proposito ha dichiarato:

Ho attraversato un lungo periodo difficile. Ho vissuto il male in privato, in famiglia, sotto la parrucca. Poi mi sono abituata ai nuovi capelli che iniziavano a ricrescere. Fino a qualche anno fa pensavo che la mia vita fosse infinita. Questa esperienza mi ha fatto capire che non lo è. Il dolore non si delega: nessuno te lo può togliere.

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