Ambiente

CCPI: il punto su emissioni, energia e politiche climatiche

Durante il lockdown per il Covid-19, abbiamo assistito a un calo drastico delle emissioni, seguito dalla natura che si riprendeva i suoi spazi. La ripresa a seguito delle chiusure ha invertito questa tendenza sostenibile e le emissioni sono aumentate in modo netto. La lotta alla crisi climatica è una corsa contro il tempo e viene spontaneo chiedersi a che punto siamo. A chiarire i nostri dubbi viene il Climate Change Performance Index (CCPI).

CCPI - Photo Credits CCPI
CCPI – Photo Credits Climate Change Performance Index

CCPI: le emissioni di gas serra devono essere dimezzate per prevenire il disastro climatico

Nel 2020 si è avuto un calo del 5,2% delle emissioni di CO2, che nel 2021 sono rimbalzate, aumentando del 6% e raggiungendo un livello record, come emerge dal CCPI. L’attuale rapporto IPCC indica che le emissioni globali devono essere dimezzate entro il 2030 per mantenere il riscaldamento globale entro la soglia di 1,5°C. Ora i paesi devono intensificare i loro sforzi: quelli coperti dal CCPI sono responsabili di oltre il 92% di tutte le emissioni di gas serra.

Solo a tre paesi del G20, vale a dire Regno Unito, India, e Germania, è stato conferito un punteggio complessivo elevato in fatto di riduzione delle emissioni. Sono invece otto, tra cui Cina, Canada e Stati Uniti, i paesi con risultati molto bassi. In linea generale, la maggior parte dei paesi del G20 mostra una performance peggiore rispetto all’anno precedente.

Uso dell’energia ed energia rinnovabile

Nonostante il mercato delle rinnovabili cresca a ritmi molto veloci, l’attuale sistema energetico mondiale è ancora fortemente dipendente dai combustibili fossili. Questo nonostante e la generazione di energia eolica e solare sia la fonte più economica di nuova generazione di elettricità nella maggior parte del mondo. I risultati della valutazione dell’energia rinnovabile mostrano un miglioramento nella mitigazione delle emissioni, specialmente per quanto riguarda la Norvegia.

Sempre nel 2020, c’è stato un calo del 4% della domanda di energia, ma anche in questo caso la ripresa prevede un rimbalzo e il ritorno ai livelli pre-pandemia. Nessun paese, infatti, ha ricevuto un punteggio alto nel CCPI in questa categoria.

I paesi devono implementare gli obiettivi climatici

Negli indicatori di politica climatica nel CCPI, non vengono valutati solo gli obiettivi nazionali di emissione, ma anche gli obiettivi settoriali e la loro specifica attuazione. Solo a quattro paesi viene dato un punteggio elevato per le prestazioni complessive: Danimarca, Marocco, Paesi Bassi e Unione Europea.

In particolare la Danimarca è in cima alla classifica delle politiche climatiche, grazie alle sue prestazioni climatiche nazionali e internazionali. I Paesi Bassi sono l’unico altro paese dell’UE con un punteggio elevato.

Martina Cordella

Back to top button