Chappell Roan: la super hit Good Luck, Babe, pubblicata in aprile certificata disco d’oro in Italia ha raggiunto un importante traguardo.
Il singolo scritto dalla stessa artista insieme a Dan Nigro e Justin Trainer, che ha ottenuto nomination ai Grammy come Brano e Singolo dell’Anno, ha superato il miliardo di streaming su Spotify. Per celebrare il risultato la 26enne del Missouri ha ringraziato i fan su Instagram: “È pazzesco, Good Luck Babe ha raggiunto un miliardo di stream su Spotify. Tutto ciò che posso dirvi è grazie”. Good Luck, Babe!” non è stata inclusa nell’album di debutto ‘The Rise And Fall Of A Midwest Princess’, in lizza per l’album dell’anno ai Grammy.
Chappell Roan, il successo di Good Luck, Babe e le nomination ai Grammy 2025
La notizia del traguardo raggiunto da Good luck, babe, giunge pochi giorni dopo che i Franz Ferdinand hanno realizzato la cover durante la partecipazione al programma di Jo Whiley su Radio 2. “È una canzone straordinaria di un artista incredibile”, ha dichiarato il frontman Alex Kapranos. “È buffo, ci sono artisti che hanno un momento, e spesso sono un po’ divisivi…C’è chi li ama assolutamente e chi la odia. Ma non ho mai incontrato nessuno che conosco, nessuno dei miei amici, a cui non piaccia questo artista. Questa canzone è incredibile, quindi la suoneremo”.
Recentemente altri brani hanno condiviso lo stesso risultato sulla piattaforma streaming, come Espresso di Sabrina Carpenter e Birds Of A Father di Billie Eilish. Nel corso dell’anno che l’ha consacrata a sta internazionale, la Roan ha parlato apertamente dell’esperienza della fama improvvisa, paragonandola a quella di “un ex marito violento”. In un’intervista a The Face, si è sfogata sulla normalizzazione del comportamento estremo dei fan, tra cui “lo stalking, il parlare di me*** online, [le persone che] non ti lasciano in pace, ti urlano contro in pubblico”. Ha aggiunto: “Non sapevo che mi sarei sentita così male”. Prima di allora, l’artista aveva condiviso su Tik Tok i suoi pensieri sui follower “strani” ed “inquietanti”, denunciando il “comportamento predatorio” dei cosiddetti “superfan” che include “interazioni fisiche e sociali non consensuali”.
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