“Dammi tre parole / sole, cuore, amore / dammi un bacio che non fa parlare”: chi non ha mai cantato il ritornello di “Tre parole” di Valeria Rossi? Era l’estate del 2001 e la cantautrice romana conquistava le classifiche a suon di record con un singolo destinato a diventare uno dei più grossi successi pop del Duemila, anche grazie a quel ritornello irresistibile, nel quale aveva messo in fila con disarmante semplicità le rime più ovvie della canzone italiana.

Tre parole è stato il suo brano d’esordio, un bel battesimo per una cantante alle prime armi. Il suo primo disco, RICORDATEVI DEI FIORI, venne pubblicato qualche tempo dopo, nell’ottobre del 2001, ma nel frattempo Valeria poteva già vantare un premio come rivelazione dell’anno al Festivalbar. Nel complesso, però, il primo album non ottenne il successo sperato e purtroppo nemmeno il secondo, OSSERVI L’ARIA (2004).

Cambiai il testo su richiesta dei discografici, che mi chiesero di alleggerirlo un po’”, racconta a distanza di oltre vent’anni Valeria Rossi, la cui parabola si consumò fin troppo rapidamente, nel giro di un’estate. “Tre parole” trascorse sette settimane consecutive al primo posto della classifica dei più venduti in Italia e fu il secondo singolo di maggiore successo in Italia nel 2001, dietro solo a “Can’t get out of my head” di Kylie Minogue, con oltre 500 mila copie vendute: “Il successo fu uno shock, ad un certo punto. E andai in terapia”. Mercoledì 20 settembre Valeria Rossi, che oggi ha 54 anni e dopo essere fuggita dal successo ha lavorato per anni all’ufficio anagrafe di Monza (dove vive), prima di impegnarsi in un curioso progetto presso una delle serre più note del comune lombardo

Forse delusa dagli ultimi flop, Valeria decise di lasciare parzialmente il mondo della musica per dedicarsi alla famiglia e di ritirarsi a vita privata

La musica, però, la segue sempre: nonostante avesse messo da parte il suo ruolo di cantante, Valeria continuò a vestire i panni di autrice sia di canzoni che di racconti (in entrambi i casi si è cimentata sia in testi per adulti che per bambini). Riuscì perfino a partecipare al Festival di Sanremo del 2010, sempre come autrice, per il brano Dove non ci sono ore interpretato da Jessica Brando, finalista nella sezione “Nuova generazione”.