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Il cheratocono: una malattia degenerativa della cornea che può colpire anche i più giovani

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Il cheratocono è una malattia, di natura non infiammatoria, caratterizzata da un assottigliamento progressivo e a un cambiamento della forma della cornea, che assume l’aspetto di un cono.

Questa forma conica della cornea provoca una visione offuscata e rende il paziente più sensibile alla luce e ai riflessi.

Che cos’è la cornea?

La cornea è una membrana trasparente che riveste la parte anteriore dell’occhio e in un paziente sano è di forma arrotondata o a cupola. La cornea è una lente convergente che permette il corretto passaggio della luce che raggiunge poi le strutture più interne dell’occhio fino ad arrivare alla retina che ha il compito poi di trasmettere le immagini al cervello.

Cos’è il cheratocono?

La cornea a cose normali ha una forma rotondeggiante, ma quando viene colpita da cheratocono tende ad assottigliarsi e a variare la sua curvatura, assumendo la forma di un cono. Con il passare degli anni e con l’aggravarsi della malattia, questo “cono” tende ad accentuarsi non permettendo più il passaggio corretto della luce e provocando di conseguenza una visione distorta. La cornea è quella parte dell’occhio che viene rimodellata quando ci si sottopone ad un intervento di chirurgia refrattiva.

Vengono colpite da cheratocono 1 persona su 500 e si manifesta generalmente nei primi anni di vita o nella pubertà e progredisce fino all’età adulta, arrestandosi spontaneamente intorno ai 40 anni. Nell’85% dei casi sono interessati dalla malattia entrambi gli occhi anche se spesso in maniera asimmetrica.

Si distinguono 4 stadi del cheratocono:

– I° stadio cheratocono frusto: è la forma più lieve, solitamente asintomatica e spesso la pachimetria (ovvero l’esame che misura lo spessore della cornea) non rivela particolari anomalie.

–  II° stadio il cheratocono correggibile con gli occhiali: in questo stadio si ha la comparsa di un astigmatismo o più raramente di miopia, che sono completamente correggibili con le lenti. La cosa che dovrebbe destare sospetto è che vi è un rapido aumento di questi difetti visivi, tanto da dover cambiare spesso la prescrizione delle lenti. La pachimetria comincia a mostrare un lieve assottigliamento della cornea.

– III° stadio cheratocono correggibile con lenti a contatto: a questo livello gli occhiali sono poco efficaci nella correzione dell’astigmatismo, e si deve ricorrere a delle lenti a contatto semirigide o rigide. Queste lenti inizialmente risultano fastidiose, dando la sensazione di corpo estraneo, dolore, fotofobia. Solitamente dopo un po’ di tempo il paziente si abitua a queste lenti, che ad oggi vengono fatte su misura con dei topografi che riescono a personalizzarle e a ridurre così i tempi di adattamento. Lo scopo delle lenti è quello di creare una lieve pressione sull’apice del cono per regolarizzarlo e per limitare lo sfiancamento corneale.

– IV° stadio, è quello più grave, dove l’uso di lenti a contatto non è più sufficiente e si deve ricorrere a un intervento chirurgico o addirittura al trapianto di cornea.

Sintomi del cheratocono

Abbiamo visto come il cheratocono sia una malattia progressiva, che si manifesta durante l’adolescenza e l’età adulta. 

I sintomi nelle fasi iniziali possono comprendere:

– visione distorta e offuscata

– occhi irritati

– fotofobia (fastidio alla luce)

Con il progredire della malattia invece si ha una visione notturna ridotta, l’acuità visiva è gravemente compromessa tanto da dover cambiare frequentemente la prescrizione delle lenti e impossibilità ad indossare le lenti a contatto morbide

Cause del cheratocono

A tutt’oggi non si conoscono le cause di questa malattia.

Sembra che la genetica abbia un ruolo importante, infatti circa il 10-15% delle persone malate ha in famiglia almeno un membro con la stessa patologia. 

Il cheratocono viene associato spesso ad altre condizioni, tre queste le principali sono:

– frequenti cheratocongiuntiviti allergiche;

– sfregamenti continui e vigorosi degli occhi;

– malattie oculari come la retinite pigmentosa, la retinopatia del prematuro;

– malattie sistemiche come la sindrome di Down, l’Amaurosi congenita di Leber..;

Diagnosi del cheratocono

E’ fondamentale diagnosticare tempestivamente il cheratocono così da rallentare la progressione della malattia.

Gli esami fondamentali per una corretta diagnosi sono:

  • Tomografia corneale, che studia la curvatura e lo spessore della cornea a diversi livelli così da permettere una diagnosi precoce;
  • Topografia corneale con la quale si ottiene una mappa della curvatura della superficie corneale;
  • Pachimetria, che permette di fare una mappa dello spessore della cornea in ogni suo punto, così da individuare l’area più sottile.

Trattamento del cheratocono

La correzione del cheratocono, viene effettuata nei primi stadi con occhiali e lenti a contatto rigide e semirigide/gas permeabili.

Nei casi più evoluti è possibile intervenire con il trattamento di Cross-Linking Corneale.

Come spiega il dott. Dario Severino, oculista a Pisa e con esperienza ormai decennale nell’utilizzo di questa terapia chirurgica, è un intervento che viene effettuato ambulatorialmente in anestesia locale e con il quale viene instillata Vitamina B2 all’interno dei tessuti oculari mediante una corrente elettrica a basso voltaggio che permette di ottenere una concentrazione del farmaco molto alta all’interno della cornea. Dopo l’assorbimento del farmaco, quest’ultimo viene “attivato” con i raggi ultravioletti.

Questa combinazione, Vitamina B2 e raggi ultravioletti, crea una catena di reazioni che vanno a consolidare il tessuto corneale, irrigidendolo e fortificandolo.

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Mr. Red

Atipico consumatore di cinema commerciale, adora tutto quello che odora di pop-corn appena saltati e provoca ardore emotivo. Ha pianto durante il finale di Endgame e questo è quanto basta.

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