Angela Luce, nata Angela Maria Ianniello, è una cantante italiana, è stata in passato la fidanzata di Peppino Gagliardi, un altro cantante e attore italiano

Angela Luce è un’artista di grande spessore molto apprezzata dal pubblico italiano e non solo soprattutto tra gli anni sessanta ed ottanta. Uno dei primi film a cui ha preso parte è stato ‘Signori si nasce’ dove ha potuto recitare al fianco di straordinari artisti come Totò e Peppino De Filippo.

Angela Luce e Totò

Su come venne scritturata la Luce ne ha parlato nel corso di un’intervista al quotidiano Il Corriere del Mezzogiorno evidenziando: “Provino? No, nessun provino. Avevo ventitré anni ed ero nella compagnia di un altro grande, Nino Taranto. Il mio agente mi propose e fui presa sulla carta per ben tre film. Totò, Fabrizi e i giovani d’oggi diretto da Mattoli come Signori si nasce , e Letto a tre piazze con la regia di Steno. Totò lo incontrai direttamente sul set. ‘Principe piacere, Angela Luce’. E lui che già non ci vedeva bene: ‘Piacere’. Poi si rivolse all’aiuto regista Michele Lupo e gli chiese: ‘Miche’, com’è Angela?’. ‘Una gran bella ragazza…’. ‘Tiene pure una bella voce’ aggiunse Totò. Così alla prima pausa mi chiese: ‘Angela, mi canti una canzone napoletana?’. Divenne una specie di rito che ripetevamo spesso perché, diceva, ‘mi fai sentire l’odore di Napoli’”.

Angela Luce racconta “quella” scena hot sul set di Signori si nasce: “Dovetti darmi un pizzicotto per non ridere. Totò nel ruolo di Ottone Spinelli degli Ulivi detto Zazà fingeva la vedovanza. Io mi avvicinai e dissi la mia battuta: ‘Condoglianze signo”. E lui: ‘Grazie, pure a te figlia mia’. A questo punto avrebbe dovuto baciarmi le guance. Fatto sta che, essendo più basso di me, si trovò giusto all’altezza del decolleté e inventò lì per lì: smack smack, seno destro e seno sinistro. Per fortuna a quel punto era previsto che uscissi di scena: quelli della troupe ridevano tutti. Ovviamente non dissi nulla, anche se pensai che fosse forse un errore da correggere. Così, un po’ preoccupata, andai da Mattoli e gli chiesi: ‘Maestro, forse bisognerebbe rigirarla quella scena dei baci…’. E lui quasi inalberato: ‘Ma se è venuta benissimo, è un capolavoro! Vedrai, entrerà nella storia del cinema’. Io zitta, incassai. Ovviamente aveva ragione lui”.