Paola Pugliese, 58 anni, non è solo la moglie di Sal Da Vinci, 56, è la musa ispiratrice della sua canzone vincitrice del Festival di Sanremo Per sempre sì. Ma Paola, che da ragazzina faceva la figurante in tv e l’estetista, è la sua prima fidanzata, la compagna di una vita, la madre dei suoi due figli e la consigliera più fidata. Inseparabili da oltre 40 anni, stanno insieme da quando lui ne aveva 15 e lei 16.

Il legame tra Paola e Per sempre sì è diretto. Il brano vincitore a Sanremo 2026 nasce dalla loro storia, dalla promessa pronunciata oltre trent’anni fa.

Quando le chiedono che effetto faccia sapere che la canzone dedicata a lei sta spopolando, Paola Pugliese risponde così: “È incredibile, è un’ondata di energia positiva che ci emoziona tantissimo, è un concentrato di sensazione belle. È una follia collettiva, la gente ci ferma per strada, è impazzita per questa canzone, la ballano e la cantano. E non è una canzone dedicata solo a me…”.

Poi chiarisce il senso del brano: “Nasce dal nostro amore, dalla promessa che ci siamo fatti oltre 30 anni fa, ma vale per qualsiasi promessa, in un matrimonio, per tutti i tipi di amore, di qualsiasi genere, è un inno all’amore.

Paola Pugliese è la moglie di Sal Da Vinci: la loro storia d’amore

Paola Pugliese e Sal Da Vinci si conoscono da giovanissimi. Lui aveva 15 anni, lei 16. Un amore nato lontano dal clamore mediatico e cresciuto nel tempo, tra sacrifici, tournée e palcoscenici. Si sono sposati nel 1992 nella chiesa di Mergellina a Piedigrotta, a Napoli, e da allora non si sono più separati.

In un’intervista rilasciata a La Repubblica, Paola ha raccontato con lucidità gli inizi della loro storia, quando il successo non era affatto garantito e le difficoltà economiche pesavano sulla quotidianità della loro famiglia.

“Quando Roberto De Simone chiese a Sal di fare a teatro L’opera buffa del giovedì santo lui tentennò, non accettò subito, perché voleva continuare a fare il cantante. Fui io a chiedergli di dire di sì al maestro. Lo misi davanti alla realtà: ‘Abbiamo due bambini piccoli, cosa gli diamo da mangiare?’. Era il periodo in cui le case discografiche storcevano il naso, non volevano produrlo, gli dicevano: ‘Vieni dalla sceneggiata’”.

Il periodo più duro arriva alla fine degli anni Novanta. Sal Da Vinci non trova spazio nel mercato discografico, le etichette non credono nel suo progetto musicale e la stabilità economica vacilla. Paola non nasconde quanto fosse complesso quel momento:

“Volevamo farcela da soli, non chiedevamo aiuto a nessuno ma non avevamo nemmeno i soldi per comprare il latte per i figli”.

La svolta arriva grazie all’incontro con il maestro Roberto De Simone e, successivamente, con figure chiave del mondo musicale e teatrale. Dopo quella scelta coraggiosa, Sal diventa protagonista del musical C’era una volta… Scugnizzi, consolidando un percorso artistico che lo riporta al centro della scena.

È proprio la moglie a spronarlo, a ricordargli che il teatro può essere la sua casa quando la discografia sembra chiudere le porte.