Si chiama Shinsuke Sakimoto, ed è l’amministratore delegato della società giapponese Valuence Holdings Inc., specializzata nella rivendita di beni di lusso. Non solo: da qualche settimana è anche il nuovo proprietario della prima Birkin di Jane birkin, un pezzo entrato nella storia non solo per il suo trascorso, ma anche per la cifra da capogiro di 8,6 milioni.
Shinsuke Sakimoto, il nuovo proprietario della prima Birkin

L’imprenditore giapponese si è raccontato in un’esclusiva Khaleej Times. Il quotidiano, in lingua inglese con sede a Dubai, racconta come Sakimoto abbia definito l’acquisto come “una pietra miliare personale” e “un momento decisivo per Valuence”. Valuence è l’azienda da lui fondata nel 2011, già nota per il suo approccio innovativo al lusso sostenibile. E ora punta a un nuovo approccio. “Non si tratta solo di un acquisto da record, ma di un gesto per onorare l’eredità di uno dei pezzi più iconici della moda. Volevo che questo capolavoro fosse nelle mani di chi ne comprende davvero la storia e ha intenzione di condividerla con il mondo”.
Un meccanismo che lui comprende bene, considerato che prima Valuence ha avuto esperienza con Nanboya, catena specializzata nella rivendita di articoli di lusso. Ha infatti voluto portare avanti il concetto di “lusso circolare”. Si tratta di un’idea che punta a ridare vita e valore a oggetti di pregio già esistenti, ma soprattutto in un’ottica di sostenibilità e rispetto per l’artigianato. La sua azienda non si limita alla rivendita, ma organizza aste, certifica pezzi d’arte, orologi vintage e accessori di alta moda, con l’obiettivo di costruire un vero e proprio ponte tra il prestigio del passato e la responsabilità del futuro.
Ma ci sono belle notizie per gli appassionati del lusso: Sakimoto ha dichiarato che la Birkin non resterà nascosta. La sua intenzione è, infatti, di esporre il pezzo in Giappone. Vuole inoltre dimostrare, utilizzando la borsa come simbolo, l’impegno di Valuence nella tutela del patrimonio culturale legato alla moda. “Siamo orgogliosi, onorati e profondamente entusiasti di ciò che ci aspetta”, conclude.
Marianna Soru





