Eline Van der Velden, la sua creatrice, durante un panel in Svizzera, auspicando che Tilly diventi presto “la prossima Scarlett Johannson“. Ed è già apparsa in una breve scenetta, e a luglio Van der Velden aveva dichiarato a Broadcast International che la compagnia aveva grandi ambizioni per la loro creazione: “Vogliamo che Tilly diventi la prossima Scarlett Johansson, la prossima Natalie Portman”.
Perché il sindacato di Hollywood è contro Tilly Norwood

Immediatamente i creativi di Hollywood si sono ribellati a questa figura. L’intelligenza artificiale e il suo utilizzo è stata al centro dello sciopero di Hollywood nel 2023. Per la Sag-Aftra ritiene pertanto che “la creatività è, e debba rimanere, incentrata sull’essere umano” ed è “contraria alla sostituzione degli interpreti umani con entità sintetiche”. Inoltre, il sindacato afferma che “Tilly Norwood non è un’attrice, è un personaggio generato da un programma informatico addestrato senza permesso sul lavoro di innumerevoli interpreti professionisti che per di più non hanno ricevuto alcun compenso”.
La sua creatrice Van der Velden ha comunque difeso la sua operazione e spiegato che studi e aziende dell’entertainment stanno già adottando l’IA, anche se in maniera discreta. Ad esempio la sua società, Particle6, sostiene che possa ridurre drasticamente i costi di produzione. “Quando abbiamo lanciato Tilly, la gente diceva: ‘Cos’è questa cosa?’, e ora nei prossimi mesi annunceremo quale agenzia la rappresenterà”, ha dichiarato.
Marianna Soru





