Se vi chiedessi di pensare a una tradizione tipica del periodo, cosa immaginereste? La tavola imbandita per la vigilia o la tombola in famiglia? Magari scartare i regali il 25 dicembre indossando pigiami coordinati, oppure addobbare l’albero di natale l’8 dicembre? Usanze indubbiamente gioiose anche se, per alcuni, potrebbe non essere stato il primo pensiero. Nell’Italia settentrionale, infatti, tra i mercatini e la folla potreste scorgere – senza troppe difficoltà – i Krampus, uomini-caproni particolarmente inquietanti. Visto che evitare l’eye contact potrebbe non garantirvi l’immunità, è il caso di approfondire l’origine e lo sviluppo di queste figure. Anche per prepararvi, qualora doveste trovarvene uno davanti.
Tra folklore e tradizione
Mi auguro che chiunque stia leggendo abbia la coscienza pulita sapendo, per quanto possibile, di essere stato “buono” durante l’anno. In questo caso la vostra bontà non serve per garantirvi un posto tra i favoriti di Babbo Natale, bensì per evitare di essere presi di mira dai Krampus. Il folklore, infatti, descrive queste figure come cornute e antropomorfe mezze capre, mezze demoni con intenzioni tutt’altro che benevoli. A differenza di San Nicolò, il quale offre doni ai più “buoni”, i Krampus arrivano per punire coloro che sono stati “cattivi”. Come riportato da Rifugio Averau si parla di una tradizione antica, originariamente legata ai culti pre-cristiani, oggi collegata alla mitologia cristiana.
Una tradizione tanto antica quanto ancora viva, adesso, in “Austria, Baviera, Croazia, Repubblica Ceca, Ungheria, Slovenia e Italia settentrionale”. Gli abitanti, per questo motivo, non rimangono stupiti quando sentono risuonare tra le montagne i campanacci che preannunciano il loro arrivo. I Krampus, facilmente visibili anche da lontano, si orientano nel buio con le fiaccole fino ad arrivare tra la folla. È in quel momento che iniziano a generare caos, tra scene infernali e movimenti grotteschi. Lo scompiglio regna sovrano fino all’arrivo di San Nicolò – legato alla figura del vescovo San Nicola -, impegnato a portare ordine e felicità. Oltre l’ordine distribuisce dolciumi, frutta secca e caramelle ai più piccoli, che lo attendono sempre con grande entusiasmo.
L’aspetto demoniaco dei Krampus

Queste figure antropomorfe, pur distinguendosi tra di loro, hanno degli elementi in comune: il primo, tra tutti, è la pelliccia che riveste il loro corpo. Che siano neri, grigi, marroni o bianchi non conta, è sufficiente che le indossino. Poi, come elemento tipico delle figure demoniache ci sono corna di capra e zoccoli; due caratteristiche facilmente riconducibili al diavolo. Tra gli altri accessori che non mancano mai vi sono catene volte a “simboleggiare il legame col diavolo della Chiesa Cristiana” e le campane che, come accennato prima, annunciano la loro presenza.
Poi, per non farci mancare davvero niente, usano fasci di rami di betulla – ruten – per frustare coloro che incontrano sul loro cammino, occasionalmente sostituiti da fruste comuni. Infine potrebbe capitare di vederli con un cestino o un sacco legato alla schiena, questo perché in alcune rappresentazioni i Krampus li utilizzavano per trasportare e portare via i bambini che erano stati cattivi. L’aspetto, probabilmente, non renderebbe così bene se non coprissero i loro volti con maschere diaboliche e terrificanti. La varietà, anche in questo caso, non manca.
L’origine dei Krampus
L’origine dei Krampus è radicata nei culti pagani pre-cristiani delle Alpi. Queste figure, oggi definite demoniache, in passato incarnavano gli spirti della natura. La loro connessione al solstizio nasceva per scacciare il male e l’oscurità dell’inverno con il chiasso di urla e campanacci: un rito scaramantico volto a bilanciare la fertilità. Poi, con l’avvento del Cristianesimo, la Chiesa scelse di estrapolarli dal loro contesto e demonizzarli, trasformandoli in servitori del diavolo. Solo durante il Medioevo e la Controriforma il Krampus fu definitivamente sottomesso a San Nicolò. Fu proprio questa associazione a creare quello che possiamo definire dualismo etico: il santo premia i bambini buoni, mentre il demone punisce i cattivi. La Krampusnacht – notte di Krampus, il 5 dicembre-, rappresenta l’unione tra i riti invernali antichi e la morale cristiana.
Stefania Cirillo





