Il 15 gennaio il visionario David Lynch, creatore de I segreti di Twin Peaks, Blue Velvet e molto altro, si è spento all’età di settantotto anni. Nel 2024 aveva rivelato che gli era stato diagnosticato un grave enfisema e che difficilmente avrebbe potuto uscire di casa per tornare a dirigere. In passato, il genio creativo del regista e sceneggiatore statunitense ha raggiunto anche il nostro Paese, in particolare la Sicilia, dove ha conosciuto un mostro sacro del cantautorato italiano, lo scomparso Franco Battiato.

I due si sono conosciuti a Palermo nel 2007, in occasione di una conferenza di Lynch tra le rovine di Santa Maria dello Spasimo. Pare che, andando incontro al musicista, si sia rivolto a lui in italiano, salutandolo con un caloroso «Ciao maestro» e stringendogli la mano. A documentare il momento, uno scatto fotografico.

David Lynch e la meditazione esportata in Sicilia

David Lynch
David Lynch e Franco Battiato

Il rapporto già esistente tra Lynch e la Trinacria si era cementato attraverso un gemellaggio tra un istituto scolastico di Palermo e una scuola di San Francisco. L’unione era il risultato di un accordo tra il Comune di Palermo e la David Lynch Foundation, volta a migliorare la qualità della vita degli studenti grazie alla meditazione trascendentale di Maharishi Mahesh Yogi. Recatosi sull’isola per promuovere l’iniziativa, aveva parlato in termini entusiastici dell’esperienza. «Per me i siciliani sono persone piene di vita. E a Palermo ho avuto il miglior brunch della mia vita», aveva dichiarato. Oltre a Palermo, il regista aveva scelto anche Catania per far conoscere questa tecnica di rilassamento, denominato Scuola senza stress.

Accolto dal sindaco, David Lynch aveva spiegato come la sua Fondazione volesse «insegnare la meditazione trascendentale agli studenti di tutte le scuole che lo desiderino. Lo scopo dell’iniziativa, che introduce a scuola due pause di meditazione di venti minuti, è quello di ridurre in modo semplice e naturale l’ansia, lo stress, il consumo di droghe e migliorare così l’apprendimento e i risultati scolastici, ma anche la vita di relazione».

Federica Checchia

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