Cultura

Claudio Casadio: Colpi di scena 2020, il bilancio e i progetti futuri

CLAUDIO CASADIO - COLPI DI SCENA 2020 (C) ACCADEMIA PERDUTA
CLAUDIO CASADIO – COLPI DI SCENA 2020 (C) ACCADEMIA PERDUTA

Conclusa la biennale di teatro per ragazzi sotto la direzione artistica di Claudio Casadio e Ruggero Sintoni con 22 spettacoli, tra cui 10 prime nazionali

Claudio Casadio, regista ravennate, attore e co-fondatore, insieme a Ruggero Sintoni, di Accademia Perduta-Romagna Teatri, società di produzione teatrale attiva a Faenza  dal 1982, ci parla di Colpi di scena, biennale di teatro contemporaneo per ragazzi, che si è svolta dal 22 al 25 settembre nei teatri di Forlì, Faenza e Bagnacavallo.

RUGGERO SINTONI, CO FONDATORE INSIEME A CLAUDIO CASADIO, DI ACCADEMIA PERDUTA ROMAGNA TEATRI (C) ACCADEMIA PERDUTA
RUGGERO SINTONI, CO FONDATORE INSIEME A CLAUDIO CASADIO, DI ACCADEMIA PERDUTA ROMAGNA TEATRI (C) ACCADEMIA PERDUTA

Com’è nata l’idea di una biennale di teatro contemporaneo per ragazzi e come si è sviluppata?

“Colpi di scena nasce dalla voglia di presentare spettacoli di teatro per ragazzi di qualità. Per questo, a fronte delle tante rassegne annuali, abbiamo scelto la cadenza biennale per lasciare che le compagnie lavorino con calma.

Il teatro per ragazzi è inoltre un settore giovane, che ha bisogno di autopromuoversi e in questi festival c’è l’incontro delle compagnie con le società di produzione italiane e straniere. Da qui escono sempre produzioni nuove e quest’anno, fra l’altro, abbiamo 10 prime nazionali. Poi, ovvio, siamo contenti di essere riusciti a presentare il festival malgrado il Covid”.

CLAUDIO CASADIO (C) ACCADEMIA PERDUTA
CLAUDIO CASADIO (C) ACCADEMIA PERDUTA

Ecco, a proposito di Covid. Il festival, in programma nel giugno scorso, è stato rinviato per questo. Vuoi raccontarci qualcosa?

“In realtà pensavamo di non farlo proprio, come è successo per diversi altri festival che purtroppo sono stati sospesi a causa di questa emergenza sanitaria a cui nessuno era preparato. Abbiamo capito però che sarebbe stato un errore, perché gli artisti hanno bisogno di momenti di confronto e di presentazione del proprio lavoro. Abbiamo deciso di andare avanti anche se traumatizzati da quello che è successo.

Con il coronavirus il nostro lavoro, che vive di contatti e di spostamenti, di punto in bianco non valeva più niente. Allora ci siamo rimboccati le maniche e i risultati sono stati immediati per il grande riscontro di partecipazione che abbiamo avuto da tutta Italia, sia da parte delle compagnie che delle società, in tutte e quattro le giornate del festival, con un calendario di 22 spettacoli, tra i quali le 10 prime di cui parlavo. Poi ci sono state anche alcune classi coraggiose che hanno portato i bambini a teatro, dando così un forte segnale di ripresa”.

CLAUDIO CASADIO IN LA CLASSE (C) FEDERICO RIVA
CLAUDIO CASADIO IN LA CLASSE (C) FEDERICO RIVA

Tu hai fatto moltissime cose, spaziando da un genere all’altro, ad esempio ti abbiamo visto nella stagione scorsa con La Classe accanto a Brenno Placido, così come nella produzione…

“Beh, io nasco con il teatro per ragazzi con Accademia Perduta e ho portato in giro per l’Italia e l’Europa tanti spettacoli. Poi si cresce e c’è la voglia di provare generi diversi, oppure arrivano delle occasioni. A me è successo con il cinema. Da una decina d’anni poi sono impegnato anche con la prosa.

Per quel che riguarda la produzione, invece, a un certo punto ci siamo messi alla ricerca di autori che potessero portare in scena opere di teatro contemporaneo. Siamo partiti con Massimo Carlotto, con una collaborazione per due titoli, poi Claudio Fava, mentre adesso, appunto portiamo in scena La classe di Vincenzo Manna. Ci deve essere sempre la voglia di fare cose nuove. Perché l’errore peggiore di un artista è quello di ripetersi”.

Qualcosa che non hai ancora realizzato e che ti piacerebbe fare?

“Il lavoro di prosa mi sta piacendo molto e mi dà l’opportunità di lavorare e vivere in pieno la bellezza dei  teatri di cui è piena l’Italia da nord a sud, così come è stata gratificante  l’esperienza in Francia, sono tutte esperienze che desidero proseguire. Così come la produzione di spettacoli che ormai non sono più solo di teatro per ragazzi ma di teatro a tutto tondo. Produciamo anche Davide Enia oltre all’opera di Manna e abbiamo diversi teatri in gestione. Siamo cresciuti, decisamente”.

 ANDY WARHOL AND JEAN MICHEL BASQUIAT 1985 GELATIN SILVER PRINT (C) MICHELAL HALSBAND
ANDY WARHOL AND JEAN MICHEL BASQUIAT 1985 GELATIN SILVER PRINT (C) MICHELAL HALSBAND

Progetti nell’immediato futuro, per la prossima stagione teatrale?

“Da gennaio riprendiamo con La classe che porteremo al Quirino di Roma e a Palermo. Poi c’è un progetto, basato anche questo su un testo di Manna, che coinvolgerà giovani attori, ispirato ad un esperimento sociale realmente accaduto negli Stati Uniti, poi bloccato per gli esiti infausti che si stavano sviluppando. Un gruppo di giovani era stato diviso in due ruoli diversi: i primi in quello di carcerieri, gli altri in quello di reclusi.

Messi in una situazione di costrizione, in un carcere inventato appositamente per l’occasione, dopo 3 o 4 giorni hanno dovuto bloccare tutto perché gli animi si erano talmente esacerbati che si stavano massacrando l’un l’altro. E’ un progetto forte, che dovrebbe prendere corpo nel giro di un anno. Poi ho un testo su Andy Warhol e Jean Michel Basquiat che mi hanno mandato e vorrei portare in scena”.

MAURIZIO CASALI (C) FRANCESCO BONDI
MAURIZIO CASALI (C) FRANCESCO BONDI

Insieme a Claudio Casadio, anche l’attore Maurizio Casali col quale il regista ha portato in scena il Pinocchio di Collodi  il 25 settembre al Teatro Testori  di Forlì, e col quale scambiamo qualche battuta sullo spettacolo

Pinocchio – ci racconta l’attore, insieme ad Accademia Perduta dal 1985 – aveva debuttato a inizio anno e dopo una decina di repliche abbiamo sospeso per il lockdown. E’ un Pinocchio che parte dal libro e da qui arriva direttamente sul palcoscenico, dalla bancarella di due librai. Dove ogni libro contiene un capitolo della storia.

MAURIZIO CASALI E MARIOLINA COPPOLA (C) FRANCESCO BONDI
MAURIZIO CASALI E MARIOLINA COPPOLA (C) FRANCESCO BONDI

L’impianto scenico è ideato da Marcello Chiarenza, per cui ogni libro è un’invenzione. Da quello che si apre alla rovescia a quello da cui fuoriescono le piume o quello con i coriandoli. E ancora: il libro come finestra, come porta, come buco nel terreno. Non avevamo mai affrontato questa favola per la complessità dell’opera che è molto lunga e si è obbligati a tagliare, sempre col rischio di buttare via il bambino con l’acqua sporca.  

Il percorso drammaturgico dell’allestimento che io e Claudio abbiamo fatto insieme è stato lungo e laborioso. Abbiamo lavorato ininterrottamente per tre-quattro mesi, c’è stato il debutto e poco dopo il lockdown. Quando ci siamo rimessi al lavoro è stato quasi come ri-allestirlo di nuovo”.

Pinocchio di Marcello Chiarenza

Regia di Claudio Casadio

Con Maurizio Casali e Mariolina Coppola

Musiche di Carlo Cialdo Capelli

Teatro d’attore, di figura e d’oggetti. Per bimbi da 3 a 8 anni

a cura di Anna Cavallo

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