Tutti, almeno una volta, abbiamo sperimentato l’irresistibile desiderio di spegnere la sveglia e restare tutto il giorno a letto, rimandando a un imprecisato domani impegni e scadenze. Nulla di male, quando il tasto “pausa” viene premuto occasionalmente, anzi; a volte, è il nostro corpo a chiederci di fermarci, ed è bene assecondare i suoi bisogni. Quando, però, questa necessità si protrae nel tempo, andando a intaccare la vita quotidiana, è possibile che si tratti di clinomania.

Clinomania: cause e sintomi

L’attrazione fatale per il proprio letto e per il sonno in generale, si manifesta in svariati modi. I sintomi più comuni sono la stanchezza cronica, la difficoltà nel mantenere la concentrazione, l’apatia e il conseguente isolamento sociale. Si tratta, in parole povere, di un escamotage per sfuggire alla realtà e alle preoccupazioni che essa porta con sé. Le cause scatenanti della clinomania possono essere fisiche, sociali o di natura più profonda.

Cause fisiche:

  • Disturbi del sonno, come l’apnea ostruttiva del sonno o l’insonnia
  • Squilibri ormonali, come alterazioni degli ormoni tiroidei o della melatonina
  • Malattie croniche, come la fibromialgia o la sindrome da stanchezza cronica

Cause ambientali e sociali:

  • Stile di vita sedentario
  • Isolamento sociale (mancanza di stimoli esterni)
  • Abuso di sostanze

Cause psicologiche:

Rimedi e consigli

Chi è affetto da clinomania cronica si rifugia nel proprio letto come se fosse un bozzolo protettivo, in grado di reggere gli urti della vita reale. La tana, però, può trasformarsi in una gabbia, quando non si riesce a far fronte alle spinte che ci vorrebbero sempre inattivi sotto le lenzuola. Per rompere questo circolo vizioso, stabilire una routine da seguire può essere d’aiuto, così come l’attività fisica all’aria aperta.

A volte, tuttavia, è necessario scavare più in profondità, ricercando le cause dietro il disturbo e, soprattutto, stabilendo se si tratti soltanto di clinomania o se questa condizione sia un campanello d’allarme per la depressione. In questi casi, la terapia cognitivo-comportamentale può rivelarsi fondamentale nel rimuovere i pensieri negativi che bloccano il paziente, costringendolo a scappare dalla vita avvolti in una coperta.

Federica Checchia

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