Coronavirus: pandemia o paranoia? A vincere è solo la paura

La paranoia da coronavirus sta colpendo il nostro stivale: attacchi ai supermercati ed alle farmacie all’ordine del giorno, specialmente al nord italia. Ma c’è davvero la necessita’ per questi picchi di paura?

In questi giorni in ogni dove si parla di casi di coronavirus, di mortalità, di infettività, di R0 e beta: la paura nel bel paese ha raggiunto livelli davvero preoccupanti.
Non passa minuto senza che si leggano, si ascoltino o si ripetano dati di questa epidemia che, stando alla carta stampata, alla televisione ed ai media, sembra essere oramai senza controllo e senza scampo.
Ma come stanno veramente le cose?

L’influenza da coronavirus

Innanzitutto partiamo da un breve recap: il Coronavirus COVID-19 è portatore di una sindrome influenzale, esattamente come quella che ogni anno colpisce il pianeta. Essendo una sindrome influenzale, una delle sue peculiarità è quella di colpire trasversalmente ogni fascia della popolazione e di avere una alta capacità di contagio. Statisticamente parlando, circa il 50% della popolazione viene colpita in genere da forme più o meno lievi dell’influenza comune, e questo coronavirus non sembra essere dissimile. Anzi, effettivamente la sua capacità di contagio sembra essere leggermente superiore alla media.

immagine al microscopio elettronico di un altro Coronavirus, quello della SARS, molto piu’ letale del presente COVID-19.

Resta comunque il fatto che sempre di “influenza” si tratta: nella stragrande maggioranza dei casi, il malato avrà una forma lievissima di influenza che, al più, lo costringeranno a letto un paio di giorni.
Un naso che cola, una leggera febbre ed una bella sudata sono il comune evolvere della malattia nella popolazione sana. Niente a che vedere con casi estremi quale fu la SARS qualche anno fa.

Coronavirus: la Paranoia in Europa

Le statistiche, ad oggi, mostrano qualcosa di abbastanza comune nelle sindromi influenzali: la fascia di popolazione in età avanzata sembra essere la più colpita dalle forme gravi e dai decessi. Questo, in effetti, accade ogni anno e non solo in questo caso: nel mondo, ogni anni, si contano un discreto numero di morti legate all’influenza, quasi sempre in persone con condizioni preesistenti.

Misure di precauzione in zone fortemente colpite (Photo Credits: U.S. Air Force photo by Senior Airman Cody R. Miller)

Anche in questo il nostro COVID-19  non sembra essere da meno: le fasce più colpite sono sicuramente quelle over over 60, dove invece nelle fasce di eta’ al di sotto dei 20 anni la mortalità è pressoché nulla. Sicuramente in europa (e per quanto riguarda la nostra penisola nel Nord Italia) l’età media è più alta che nel resto del mondo. Questo, unito al tartassare da parte dei media, ha aiutato a generare e soprattutto alimentare l’odierna psicosi.

Diamo un’occhiata alla malattia

Siccome spesso i numeri riportati dai giornali sono difficili da interpretare e mettere in correlazione con quelle che sono le nostre impressioni, abbiamo deciso di “simulare” il progredire della malattia e creare un video che possa aiutare a visualizzare quanto sta succedendo.

Inoltre, e sottolino fortemente questo passaggio, quello simulato è un Worst Case Scenario, ovvero il peggiore dei casi possibili. Si parla di una popolazione di 10’000 unità con una densità abitativa paragonabile a quella dell’Olanda (quindi molto alta) in cui non vengono prese in alcun modo precauzioni

Propagazione del virus COVID-19 in una popolazione chiusa di 10000 elementi con densità abitativa di 500 abitanti per km quadrato senza alcuna precauzione né forma di prevenzione.

Il video si interpreta nel seguente modo:

  • Bianco: Persona sana
  • Rosso: Persona infetta
  • Viola: Persona ospitalizzata
  • Verde: Persona guarita senza ospitalizzazione
  • Blue: Persona guarita a seguito di ospitalizzazione
  • Nero: Decesso a seguito del contagio
Simulazione della propagazione del virus in una popolazione chiusa (video credits: La Scienza Risponde)

Risulta evidente che, sebbene il virus contagi una vasta parte della popolazione, la mortalità sia molto bassa.

È quindi giustificato avere paura?

Avere a cuore la propria salute e’ sicuramente una cosa importante. Questo, però, non dovrebbe spingere le persone ad un atteggiamento paranoide.
Purtroppo però la paura paga e moltissimi, tra giornalisti, influencer (scusate l’uso della parola in questo particolare frangente) e blogger non aspettano altro che una bella psicosi di massa per incrementare le loro views, con relativi introiti.

Articolo per “La Scienza Risponde” a cura di Francesco Avanzi e Matteo Bonas

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