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Covid, l’Ema acconsente al Paxlovid ma si fermano i test sui monoclonali: “Non efficaci su Omicron”

A Siena si è deciso di interrompere la sperimentazione sui monoclonali in corso in quanto sono emersi risultati meno efficaci dell’80% con la nuova mutazione Omicron. Ma nella lotta contro il Covid, gli esperti continuano a fare un lavoro di ricerca e ora l‘Ema ha dato il via libera a Paxlovid, la pillola prodotta da Pfizer per contrastare gli effetti del coronavirus.

I nuovi risultati ottenuti per combattere il Covid

Mentre si continua a parlare di vaccini, di terza e quarta dose, i professionisti si impegnano ogni giorno in un continuo lavoro di studio e ricerca, per riuscire ad individuare ulteriori metodi altrettanto efficaci da impegnare per contrastare il Covid.

L’Ema (L’Agenzia europea per i medicinali) ha dato il suo consenso a Paxlovid, la nuova pillola prodotta dall’azienda farmaceutica Pfizer anti-coronavirus. Il farmaco era già stato autorizzato negli Stati Uniti lo scorso dicembre, e nelle prossime ore anche la Commissione Europea avrà la possibilità di approvarlo.

Secondo Stella Kyriakides, commissario Ue per la salute, si tratterebbe della: “seconda linea di difesa dopo i vaccini”, contribuendo enormemente a ridurre il numero di ricoveri e di decessi da Covid-19, aiutando anche i soggetti più a rischio, e con più possibilità di sviluppare sintomi gravi.
Il Paxlovid è un antivirale che “agisce direttamente sul virus bloccando una proteina molto importante per la sua riproduzione” come spiega Silvio Garattini, fondatore dell’istituto Mario Negri, il quale aggiunge come si sia registrata “un’efficacia molto alta che riduce del 90% la gravità della malattia.

Questo metodo attuato per combattere la malattia prevede l’assunzione di due pillole, due volte volte al giorno per 5 giorni; ma è stato specificato che la pillola: “Non potrà essere usata con tutti tanto più se vaccinati. Ma potrà essere utilizzata su pazienti ad alto rischio, come soggetti in trattamento con chemioterapia o soggetti con trapianto d’organo in trattamento con immunosoppressori”.

I risultati sono stati registrati grazie a uno studio condotto su 2mila volontari, calcolando come il farmaco rispetto al placebo, riduca i ricoveri e le morti da Covid dell‘89% se somministrata dopo 3 giorni dalla comparsa dei primi sintomi, e una diminuzione dell’88% se fornita dopo 5 giorni.
Durante il test è stato osservato come non siano avvenuti decessi tra le persone che avevano assunto il Paxlovid, a differenza del gruppo con il placebo in cui si sono contati 9 morti.

Il farmaco testato risulterebbe efficace anche sulle variante Covid, compresa l’Omicron.

Stop ai test monoclonali

La fondazione senese Toscana Life Sciences ha deciso di fermare la sperimentazione sugli anticorpi monoclonali. La notizia è stata riportata da Rino Rappuoli, coordinatore dello studio, che ha spiegato come “J08” sia risultato meno efficace dell’80% con Omicron. Una decisione presa “nel pieno rispetto degli aspetti etici dello studio e assicura il mantenimento dell’integrità del processo dei test clinici per quanto riguarda tutti i pazienti già arruolati finora, che verranno seguiti fino al termine dello studio stesso, come definito nel protocollo”.

Una sperimentazione che però vuole fermarsi solo per il momento, il professor Rappuoli comunica infatti che: Toscana Life Sciences ha già individuato ulteriori anticorpi, che potranno essere utili in futuro, anche in combinazione con J08″.

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