Sì alla misurazione periodica dell’ossigeno con il saturimetro, no all’utilizzo dell’idrossiclorochina. Sono alcune delle indicazioni contenute nella bozza del documento preparato dal Cts con le linee guida per la cura del Covid a casa.

Misurazione periodica dell’ossigeno con saturimetro; non utilizzare idrossiclorochina; non somministrare farmaci mediante aerosol se in isolamento con altri; ricorrere a trattamenti sintomatici come il paracetamolo; non modificare terapie croniche in atto; corticosteroidi, eparina e antibiotici solo in precise situazioni; non sono raccomandati supplementi vitaminici e integratori (lattoferrina, vitamina D ecc) per cui non esistono evidenze solide di efficacia. 

Si al saturimetro, no all’idrossiclorochina

Il saturimetro da dito, noto anche ossimetro, è un dispositivo che consente di verificare il livello di saturazione dell’ossigeno nel sangue, ovvero la quantità di emoglobina satura presente nel sangue rispetto alla quantità totale.

Negli ultimi mesi è iniziata una vera e propria caccia a questo apparecchio economico e di facile utilizzo, fortemente raccomandato dai medici per una gestione domiciliare attenta e costante dei pazienti positivi al coronavirus. Rilevare l’insufficienza respiratoria in fase iniziale è, infatti, importante per capire se un paziente Covid ha problemi ai polmoni.

La bozza del documento “Gestione domiciliare dei pazienti con infezione da SarsCov2” dice anche di “non somministrare farmaci mediante aerosol se in isolamento con altri” ma di “ricorrere a trattamenti sintomatici come il paracetamolo”: “non modificare terapie croniche in atto; corticosteroidi, eparina e antibiotici solo in precise situazioni; non sono raccomandati supplementi vitaminici e integratori (lattoferrina, vitamina D ecc) per cui non esistono evidenze solide di efficacia”, si legge nel documento. 

Il documento sarà ora oggetto di confronto con le organizzazioni dei medici di medicina generale e la Federazione degli ordini dei medici. Le raccomandazioni si riferiscono alla gestione farmacologica in ambito domiciliare dei casi lievi di Covid-19 e si applicano sia ai casi confermati (con una conferma di laboratorio indipendentemente dai segni e dai sintomi clinici;), sia a quelli probabili (cioè un caso che presenta criteri clinici compatibili con Covid-19 e che abbia avuto un contatto probabile o confermato con un caso certo). 

Per caso lieve, si rileva nel documento, si intende: presenza di sintomi come febbre (minore di 37.5°C), malessere, tosse, faringodinia, congestione nasale, cefalea, mialgie, diarrea, in assenza di dispnea, disidratazione, alterazione dello stato di coscienza. I soggetti anziani e quelli immunodepressi, si avverte, possono presentare però sintomi atipici e quindi vanno valutati con particolare attenzione e cautela.