In una società ogni giorno più pressante, che pretende che gli individui siano sempre più performanti, in competizione e produttivi un po’ meno di domani, ma comunque più di ieri, molti giovani artisti, come Angelina Mango, Sangiovanni e Madame, stanno facendo un passo indietro, preferendo prendersi cura delle proprie passioni e salute mentale lontano dai riflettori puntati addosso, che li costringono ad essere sempre perfetti, centrati e mai fuori posto.
Le ombre del mondo dello spettacolo
Se da un lato il mondo dello spettacolo è sempre stato frenetico ed estremamente pressante per gli artisti che ne fanno parte, è anche vero che, dall’altro canto, negli ultimi decenni, soprattutto con l’avvento dei social che porta ognuno di noi ad entrare in modo troppo intimo nelle vite degli altri, generando, così, anche una maggiore fretta nel produrre costantemente nuova musica, ha fatto sì che molti artisti, soprattutto i più giovani, crollassero per la troppa pressione da parte sia del pubblico che delle case discografiche.
In tal modo, se da una parte il mondo della musica sembra pieno di nuove opportunità, con diverse occasioni apparentemente facili per emergere e cavalcare l’onda, al contempo bisogna tener testa ad un’elevatissima competizione causata da un mercato estremamente saturo, in cui migliaia di giovani artisti emergenti sgomitano per farsi notare, rischiando, così, di omologarsi alle fugaci tendenze del momento e mettendo da parte il proprio talento unico.
Inoltre, l’esposizione mediatica è ogni giorno maggiore, poiché bisogna produrre costantemente e in modo frenetico per non perdere mai un’occasione e rischiare di finire nel dimenticatoio. Ciò comporta, inevitabilmente, un’eccessiva pressione delle case discografiche, e di conseguenza psicologica, che spinge gli artisti, soprattutto i nuovi, a non reggere la ferocia della competizione e della costante iperproduzione musicale che li vuole continuamente in perfetta forma, mai fuori posto, sempre all’ultima moda sia in termini artistici che estetici.
Non sono ammessi sbagli, ne crolli mentali o errori, tutto deve continuare ad essere patinato, apparentemente eccellente come nei migliori film a lieto fine, in cui tutto brilla e risulta avvolto da un’aura di magia e impeccabilità dove non esistono stanchezza, errori o qualunque defaillance umana.
Ma, viene da chiedersi, è questo il prezzo da pagare oggi per fare della propria passione un lavoro? Se il compito della musica, a prescindere dal genere, è quello di unire, rendere tutti più umani, simili, fragili, accolti e coesi, mostrando al mondo il proprio carisma e talento unico, al di fuori delle masse e dall’omologazione, come si è finiti in questo frullatore crudele che pretende sempre il massimo dai cantanti, considerandoli macchine e non più esseri umani tanto quanto noi?
Angelina Mango, Sangiovanni e Madame: l’atto coraggioso di prendere le distanze dal mondo musicale
Angelina Mango, Madame e Sangiovanni, come molti altri artisti della scena musicale italiana e internazionale, hanno deciso di prendere una posizione netta ed allontanarsi dai riflettori, nonostante il loro talento e la loro grande passione per la musica. Il motivo principale è, appunto, una disumana competizione e l’eccessivo stress psicologico che muove l’industria musicale del nostro tempo.
Le scadenze troppo pressanti e spesso ravvicinate, la frenesia del raggiungere subito i sold out nei palazzetti e negli stadi, non sempre nei tempi consoni ed adeguati anche per gli artisti stessi, la continua ed ossessiva ricerca di nuova musica da produrre nell’immediatezza, perdendo in questo modo la propria unicità ed autenticità, e il non potersi fermare un attimo per riprendere fiato, altrimenti si rischia di essere scavalcati e non poter più mantenere il passo con i propri colleghi e le nuove tendenze, mette inevitabilmente sotto un’eccessiva pressione gli artisti che, di conseguenza, hanno un burnout.
Ma spesso neanche questo è concesso, il poter dire ad alta voce di aver avuto un crollo poiché la pressione è troppa. Quindi, piuttosto che apparire un comune mortale proprio come chi segue i propri idoli, abbattendo ancor di più le barriere con il pubblico, bisogna rimanere spesso, comunque, in piedi, sorridendo come se si fosse sempre in perfetta forma, mantenendo alta l’idea di questo mondo luccicante, fatto solo di successo e traguardi e mai di umani, normali e naturali errori e cadute, che, in fondo, ci accomunano tutti, rendendoci simili.
Articolo di Ambra Gabriella Samonà





