Il panorama musicale italiano, come quello mondiale, sembra ormai saturo di nuova musica e cantanti che cercano di sgomitare per emergere e far conoscere i propri brani ad una fetta di persone sempre più ampia, nella speranza di lasciare il segno con la propria arte. Ma, oggi, è davvero così semplice farsi notare o le difficoltà, in realtà, sono cresciute?
Difficoltà del panorama musicale
Nel ventunesimo secolo le opportunità per emergere sembrano sempre di più, e in parte è anche vero. D’altro canto, però, è anche aumentata notevolmente la competizione e la pressione da parte delle case discografiche, prima, e del pubblico, dopo. In tal senso, spesso riuscire ad emergere con il proprio talento e la propria musica sembra più complicato e, quando ci si riesce, si corre il rischio di diventare delle meteore, scomparendo in breve tempo nell’oblio.
Principali sfide
A tal proposito influiscono moltissimi fattori diversi, i quali fanno sì che molti nuovi cantanti, soprattutto alle prime armi, facciano fatica sia a farsi notare, sia, soprattutto, a rimanere sulla cresta dell’onda.
Da un lato la troviamo la troppa competizione, un mercato estremamente saturo e la forte pressione mediatica. Dall’altro, invece, pare che la musica sia diventata un prodotto di marketing in cui contano di più l’immagine, le visualizzazioni che si ottengono e quanto si è veloci a produrre i pezzi, che sembra debbano essere sempre all’ultima moda, tutti estremamente simili o uguali. In questo modo molti dei nuovi artisti corrono il rischio di scomparire dopo uno o due brani.
Tutto ciò si ripercuote, indubbiamente, anche a livello psicologico, dove i cantanti spesso si trovano a subire una pressione spropositata che si ripercuote sulla salute mentale.
I social e i talent: che ruolo hanno in questa situazione
Fortunatamente, ci sono ancora tanti nuovi artisti che hanno un grande carisma, talento e una propria voce unica. In una situazione che ormai sembra essere sfuggita di mano, in cui conta di più come appari, quante visualizzazioni fai e a quali talent hai partecipato, risulta tuttavia molto difficile rimanere a galla in questo mare in tempesta che è diventato il mondo musicale attuale.
Molti cantanti che hanno partecipato a diversi programmi, pur essendo degli artisti molto validi e pieni di capacità, in grado di trasmettere grandi emozioni, hanno difficoltà a rimanere in vetta e farsi strada. Spesso, infatti, vengono sopraffatti da un’eccessiva competizione e pressione psicologica spropositata, finendo così per scomparire.
Sicuramente i social, anche se magari solo in parte, giocano un ruolo importante in questa partita. Se da un lato danno la possibilità di farsi notare da un grande numero di persone, dall’altro costringono a mettere l’acceleratore in modo da dover pubblicare canzoni in tempi record per continuare a cavalcare l’onda, obbligando l’artista a seguire i trend e perdendo, così, la propria originalità.
Cosa ne pensano gli artisti esordienti di questa situazione?
Francesco Pietro Lanzetta Compagno, in arte Cochi, è un autore e cantautore esordiente palermitano, classe 1993. Ha cominciato a fare musica da giovanissimo, a circa diciassette anni, sia per gioco, sia, soprattutto, come cura in un momento estremamente difficile della sua vita, in cui ha visto nella scrittura dei testi e nella composizione della sua musica un modo per mettere nero su bianco ciò che di doloroso e frustrante gli stava accadendo.
La sua musica
Per lui, quindi, la musica è prima di tutto cura. Le sue canzoni nascono da temi quali la solitudine, le difficoltà familiari e sentimentali e gli ostacoli della vita, argomenti che caratterizzano il vissuto di ognuno di noi.
Utilizza l’arte come espressione di sé e come mezzo per abbattere le barriere e arrivare al pubblico, donando alle persone parole che raccontano sia il dolore, sia la sua visione della vita, cercando di mantenere viva la sua identità senza omologarsi.
Nel corso degli anni ha partecipato a diversi contest e concorsi musicali, tra cui il Festival Canoro Nazionale Televisivo “Diventerò una Stella – Premio Lorena Mangano”, vincendo anche il premio per la critica. Ultimamente ha iniziato a caricare alcuni brani su piattaforme musicali quali Spotify. A breve pubblicherà nuovo materiale.

Cochi – ph Davide Ardit
Francesco Pietro Lanzetta Compagno, in arte Cochi: «il mercato musicale italiano è saturo»
Quali sono i problemi principali che riscontri nel panorama musicale esordiente in Italia?
Sicuramente tra le principali difficoltà vi è l’eccessiva competizione e il fatto che il mercato è estremamente saturo. Inoltre, attualmente sembra che contino di più l’immagine e le visualizzazioni sui social, a causa dei quali sembra essere tutto immediato, ma al contempo frenetico. È più un gioco a chi si sponsorizza e appare meglio, a chi fa il tormentone più bello, il tutto a discapito della propria originalità. Di conseguenza la concorrenza è estrema.
Qual è la tua visione del mondo musicale attuale?
Attualmente la situazione è molto complessa. Ci sono molti artisti di talento, ma le difficoltà sembrano allo stesso tempo cresciute enormemente. Oggi, le canzoni sembrano passare di moda in brevissimo tempo e non sempre la qualità è al primo posto nella produzione dei brani. Conta più cosa va di moda in quel determinato momento, rispetto al proprio reale talento e a ciò che si vuole comunicare davvero. Mettere la propria anima e la propria originalità nella musica è fondamentale e dovrebbe essere ancora una priorità. Fare musica è comunque un sacrificio, ci vuole impegno e testa, oltre che cuore.
Quali sono le difficoltà a cui, secondo te, un cantante esordiente va incontro in questo momento storico?
Oggi la figura del musicista è vista più come un cantante/influencer. L’artista non deve solo saper cantare e suonare bene, ma deve anche sapersi vendere in un determinato modo e avere un’immagine di un certo tipo. Inoltre, c’è una fortissima pressione psicologica, il mercato è estremamente saturo, spesso manca una propria originalità e identità ben definita dei brani, diventando, così, omologati al resto delle canzoni. Infine, si seguono spesso influenze di altri paesi facendo un copia e incolla nella propria musica, anziché ispirarsi ad esse senza, però, uniformarsi del tutto a tali contaminazioni. Di conseguenza, scegliere di non snaturarsi porta inevitabilmente a difficoltà e tempi diversi di realizzazione rispetto a chi, per vari motivi, tenta di cavalcare l’onda seguendo le mode.
Articolo di Ambra Gabriella Samonà





